Porto di Civitavecchia, tartarughe protette vive nascoste nel doppiofondo di un furgone: scatta il sequestro

Tartarughe a Civitavecchia

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Due tartarughe appartenenti a una specie protetta sono state trovate vive nel doppiofondo di un furgone appena sbarcato dalla Tunisia nel porto di Civitavecchia, dove Guardia di Finanza e Dogane hanno fermato un nuovo tentativo di traffico illecito di animali.

Il nascondiglio costruito nel furgone

La scoperta è avvenuta durante i controlli sui passeggeri e sui veicoli in arrivo nello scalo portuale. I finanzieri del Gruppo di Civitavecchia, affiancati dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane, hanno ispezionato il mezzo individuando un vano nascosto nella parte posteriore.

All’interno del doppiofondo erano state sistemate due tartarughe vive della specie Testudo graeca. Il nascondiglio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato appositamente realizzato per evitare che gli animali venissero scoperti durante le verifiche doganali e di frontiera.

Il conducente segnalato alla Procura

Il conducente del furgone, un cittadino tunisino, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia. L’ipotesi contestata riguarda l’importazione e il trasporto illegale di esemplari appartenenti a specie tutelate.

La normativa italiana recepisce la Convenzione internazionale Cites, nata per impedire che il commercio senza regole possa accelerare la scomparsa di animali e piante già minacciati. Le violazioni possono comportare sanzioni economiche e, nei casi previsti dalla legge, anche l’arresto.

Le tartarughe salvate dal contrabbando

I due esemplari sono stati immediatamente sequestrati per impedire che tornassero nel circuito del commercio clandestino e per conservare gli elementi utili alle indagini. Le tartarughe sono state quindi trasferite in una struttura specializzata e autorizzata alla custodia della fauna selvatica.

Qui sono state affidate al personale veterinario, che ha potuto verificarne le condizioni, prestare le prime cure e sistemarle in un ambiente adeguato. Per gli animali si è così concluso un viaggio affrontato in condizioni precarie e senza alcuna garanzia per la loro sopravvivenza.

Il porto sotto osservazione

L’intervento arriva nel quadro del rafforzamento dei controlli Cites predisposti nel porto di Civitavecchia. Lo scalo rappresenta infatti uno dei principali punti di ingresso per passeggeri, merci e veicoli provenienti dal Mediterraneo, ma anche una frontiera delicata contro contrabbando e traffici internazionali.

La Guardia di Finanza punta ora a ricostruire la provenienza e la possibile destinazione degli animali. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: per la persona coinvolta resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.