Questa scuola non va. Blitz di Salvini: “Azzolina bocciata” (video)

salvini azzolina (2)

Blitz di Salvini e della Lega al ministero della pubblica Istruzione: Azzolina bocciata. Un sit-in per manifestare contro il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e contro “un governo che mette la scuola all’ultimo posto”. Matteo Salvini è arrivato davanti alla sede del Miur, in viale Trastevere a Roma, intorno alle 11.30, mascherina tricolore sul viso, insieme con altri deputati e senatori della Lega. E’ l’inizio della protesta nel giorno in cui in molte città italiane studenti, genitori e insegnanti manifestano contro le misure del governo. Salvini e gli altri esponenti leghisti hanno esposto per qualche minuto sulla scalinata d’ingresso uno striscione lungo circa dieci metri, con un messaggio rivolto al ministro: “Azzolina bocciata”.

Salvini: ancora non si sa come e quando si potrà tornare

“Sono qui da genitore per manifestare contro un ministro totalmente inadeguato. L’Italia è l’unico Paese d’Europa in cui i bambini non sono tornati a scuola e non sanno quando e come potranno tornare”, ha esordito Salvini, parlando con i giornalisti. “E’ un disastro, abbiamo un ministro, la Azzolina, non in grado di gestire le scuole italiane, sono qui non da senatore, ma da genitore, non c’è certezza per studenti, per presidi, per insegnanti, per i nostri figli su come si riparte e quando si riparte”. “Chi sanifica – accusa – non si sa, quanti alunni per classe non si sa, e così via”. “Io – dice il leader della Lega – mi rifiuto di mettere mia figlia a settembre, in una classe buia, isolata, senza insegnanti e senza tutela”.

Meloni: sulle scuole non ho visto idee sensate

Accuse anche da Giorgia Meloni. “Mi piacciono le idee sensate, sulla scuola di idee sensate finora ne ho viste poche in generale. Anche questo fatto che il ministro Azzolina come Ponzio Pilato decida di lavarsene completamente le mani e scaricare sui presidi scelte che i presidi non hanno gli strumenti per fare. Perché qualcuno ci deve spiegare con quale competenza un preside dovrebbe su una misura sanitaria, assumersi delle responsabilità che la politica è pagata per prendersi. Quindi considero che sia tutto assolutamente surreale, dopodiché chiaramente io sono contenta se, avendo i nostri figli perso qualche mese di scuola, si riesce a evitare che vengano chiuse ancora”.

Proteste contro la Azzolina in sessanta città

E queste linee-guida per la scuola non piacciono agli italiani. Migliaia di persone in tutta Italia hanno partecipato alla manifestazione nazionale convocata dal Comitato Priorità alla Scuola. In 60 città, insegnanti, genitori, educatrici ed educatori, personale Ata e studenti hanno manifestato per chiedere dignità per la Scuola Pubblica, per chiedere al governo Conte “di impegnarsi con serietà sulla riapertura delle scuole in settembre”. Le linee guida, presentate dalla ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, denuncia il comitato, “non garantiscono una riapertura delle scuole in presenza, in continuità, in sicurezza e senza riduzione di orario”.

Ritirare le linee guida per la scuola

Il Comitato propone di considerare le scuole “come presidi sanitari territoriali con la riapertura delle infermerie scolastiche. Dove, attraverso i medici di base, sarebbe possibile intervenire tempestivamente con test sierologici, tamponi e monitoraggio sanitario. In modo tale da far ripartire la cultura della prevenzione, sulla quale si è smesso di investire da almeno un ventennio”. La richiesta avanzata è quindi il ritiro delle linee guida, che il comitato ritiene “imbarazzanti e inutili” e annuncia che la mobilitazione nazionale continuerà.

Per approfondire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *