Se la Rai viene scambiata per i servizi segreti non è normale

Rai servizi

Sarò strano io, ma veder scambiata la Rai per i servizi segreti mi suona davvero scandaloso. E ancora di più certi silenzi che sono incomprensibili.

No, non è una parola forte gettata lì, ne’ una critica al presidente del Copasir, Adolfo Urso, il comitato parlamentare che controlla i nostri apparati di sicurezza.

La Rai trattata come i servizi segreti

Ma aver letto della convocazione dell’amministratore della Rai, Carlo Fuortes, (nella foto con Urso) davanti a quell’organismo parlamentare; e soprattutto aver constatato l’assenza di reazioni sono due fatti che mi hanno davvero sconcertato.

Urso fa il suo mestiere. Ma qualcuno non lo ha fatto. Né chi gestisce l’agenda del numero uno di viale Mazzini. Né chi sta in commissione di vigilanza Rai.

Se fosse capitato ai miei tempi – 1996-2000 – avrei scatenato l’inferno. Perché c’è proprio la vigilanza Rai a dover esercitare poteri di controllo e indirizzo a nome del Parlamento. E perché c’è già un consiglio di amministrazione, semmai, a dover esercitare funzioni analoghe.

Ma quanti controllori deve avere viale Mazzini?

Che ora anche il Copasir debba occuparsi dell’azienda del servizio pubblico è sconcertante. È lesivo della professione giornalistica. È oltraggioso rispetto alla democrazia. Significa inoltre esporre il vertice dell’azienda alle pressioni del Parlamento in maniera inusitata.

Si cercano a Saxa Rubra le spie di Mosca (perché di questo si trattava)? E tutto questo perché c’è stato un ciclo dibattiti e talk show in cui parlavano anche quelli convinti di dover esporre le cosiddette ragioni di Putin? Alla Rai li hanno selezionati i servizi russi?

A me sembra che si sia all’impazzimento generale. Anche perché il Copasir è tenuto alla segretezza e quindi, a parte i suoi membri, il Parlamento e di conseguenza la pubblica opinione non sanno nulla di quel che si è discusso o rivelato.

Tutto questo non è normale. Alla Rai non ci sono barbe finte. E spiace che il sindacato dei giornalisti e l’ordine professionale non se ne siano accorti. I partiti? Dormono, per loro tutto è sempre più normale. Normalizzato.

Ve lo dice uno che non è affatto “putiniano”. Anzi.

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