Rapimento Danilo Valeri a Ponte Milvio per un debito di droga: preso il terzo uomo

polizia squadra mobile

Lo avevano aspettato fuori da un ristorante giapponese. Poi l’aggressione, il sequestro, la fuga in auto e il conto da presentare per riavere la libertà: 9mila euro. E adesso, dopo oltre due anni di indagini, la Polizia di Stato ha arrestato il terzo componente del commando che la notte del 23 dicembre 2022 in viale di Tor di Quinto, a due passi da Ponte Milvio, aveva rapito Danilo Valeri, 20 anni. Il giovane, figlio di un noto pregiudicato, fu picchiato e caricato a forza su un’auto. Venne rilasciato illeso poche ore dopo.

Gli agenti hanno identificato un 26enne romano che era riuscito a sparire all’estero, rifugiandosi a Cadice, in Andalusia. È lì che gli investigatori lo hanno rintracciato e fatto arrestare, grazie al lavoro della Squadra Mobile di Roma, della DDA e della cooperazione di polizia internazionale.

Il sequestro fuori dal locale e il movente del narcotraffico

Il giovane stava uscendo da un ristorante giapponese in viale di Tor di Quinto quando un gruppo di uomini lo ha circondato, bloccato e trascinato in una macchina, dopo averlo picchiato. Il sequestro era durato poche ore: il ragazzo era stato rilasciato illeso. A ricostruire l’accaduto è stata la Squadra Mobile di Roma, che ha lavorato sulle immagini di videosorveglianza, sui riscontri tecnici e sulle testimonianze raccolte nelle ore successive al sequestro.

Il primo filone investigativo aveva già portato, nel febbraio 2024, all’arresto di due ventenni: tra loro anche Jean Freddi Greco, ex calciatore della Roma Primavera. Le misure cautelari erano state disposte dal GIP del Tribunale di Roma nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Per gli inquirenti, il gruppo avrebbe agito con ruoli ben definiti. Al vertice c’era un’organizzazione capace di trasformare un debito in una prova di forza. E un sequestro in una lezione da strada.

La fuga in Spagna con documenti falsi

Il terzo uomo, invece, era riuscito a guadagnarsi la fuga. Dopo il sequestro, aveva lasciato l’Italia usando documenti contraffatti, fino a trovare rifugio nella città spagnola di Cadice. Lì credeva di essersi messo al sicuro. La sua latitanza si è chiusa grazie alla collaborazione tra il servizio di cooperazione internazionale di polizia S.I.R.E.N.E. e le autorità spagnole. Rintracciato e arrestato in esecuzione di un mandato di arresto europeo, è stato poi estradato. Una volta rientrato a Roma, il 26enne è stato preso in consegna dagli agenti della Squadra Mobile e della Polaria di Fiumicino. Dopo le formalità di rito, è stato associato in carcere.