Reddito di cittadinanza, altri 15 furbetti al Trullo. Prendevano il sussidio anche se ai domiciliari

Ancora furbetti che percepiscono il reddito di cittadinanza. Pur non avendone diritto. È successo a Roma, ed esattamente nella borgata popolare del Trullo. Dove al termine di un’indagine condotta dalla competente stazione di zona dell’Arma dei Carabinieri sono state identificate 15 persone. Che sarebbero risultate pregiudicate, o sottoposte a misure restrittive. Come gli arresti domiciliari, o l’obbligo di non avvicinarsi alla persona offesa. O ancora, con l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Tutte fattispecie incompatibili con il percepimento della misura di sostegno tanto cara al Movimento 5 Stelle.

I 15 avrebbero accumulato un vero e proprio tesoretto. Intascando circa 75 mila euro di soldi pubblici dei contribuenti. Secondo quanto è risultato dai controlli incrociati svolti in collaborazione diretta con l’Inps. Adesso agli stessi soggetti il reddito di cittadinanza è stato revocato, ma non finisce qui. Perché scatterà certamente anche l’obbligo di restituire allo Stato le somme indebitamente percepite.

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Ancora polemiche sul reddito di cittadinanza tanto caro ai 5 Stelle

E questa è solo l’ultima brutta vicenda, legata a un provvedimento che ha sempre fatto molto discutere. Perché oltre a tante persone oneste, la ‘tesserina’ con la quale recarsi alle Poste a chiedere i soldi e’ stata rilasciata a troppi finti nullatenenti. Legati alla criminalità organizzata. Che ha utilizzato prestanomi per lucrare su facili guadagni. Come nel caso delle richieste avanzate da alcuni esponenti del clan Spada a Roma. O dell’ex brigatista Federica Saraceni. Condannata a 21 anni e mezzo di carcere per l’omicidio di Massimo D’Antona e attualmente ai domiciliari. Che è stata titolare anche lei del reddito di cittadinanza.

Un problema di mancati controlli da parte dell’Inps, certo. Ma anche di obiettiva difficoltà per rendere virtuoso un meccanismo che negli anni ha creato pochissimi posti di lavoro. Se non quelli dei cosiddetti ‘navigator’. Che sono stati reclutati tra persone che non lavoravano. E formati con lo scopo di trovare una occupazione ad altri disoccupati. Insomma, un fallimento annunciato.

Ma nonostante gli arresti di ieri e le tante truffe denunciate negli scorsi mesi, il governo va avanti. E proprio sul reddito di cittadinanza ha stanziato un altro miliardo di euro aggiuntivi. In queste ore, nell’ultimo decreto sostegni. Altri soldi pubblici sui quali sarà bene vigilare con la massima attenzione. Perché mentre l’Italia attraversa una crisi economica senza precedenti, qualcuno continua ad impegnare le poche risorse disponibili con provvedimenti la cui efficacia è ancora tutta da dimostrare.

 

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