Referendum giustizia 2026, la “Città della Notte” sceglie il Sì: Fabio Schiuma riunisce Roma e rilancia il confronto
Roma, sala piena, partecipazione trasversale e un tema capace di tenere insieme politica, diritto e società. Al Ruschena Gus Club, nel quartiere Prati, l’evento organizzato da Fabio Schiuma (FdI), responsabile del dipartimento dedicato alla “Città della Notte”, ha raccolto operatori del settore dell’intrattenimento, giovani, addetti alla sicurezza e rappresentanti sindacali delle forze di polizia. Un confronto che, al di là della dimensione strettamente politica, ha mostrato la volontà di riportare la notte romana al centro del dibattito pubblico, non come terreno marginale, ma come spazio urbano dove si misurano libertà, regole, economia e qualità della vita.
Schiuma regista politico del dibattito
L’iniziativa ha confermato il profilo di Schiuma, dirigente nazionale e locale di FdI, come figura capace di costruire connessioni tra mondi diversi: quello istituzionale, quello professionale e quello civico. Non soltanto un’organizzazione puntuale, dunque, ma anche la scelta di dare al confronto una cornice concreta, legata ai problemi reali della città e alle riforme che incidono sugli equilibri democratici. Da questo punto di vista, Schiuma ha proposto una linea politica nitida: far uscire il tema della notte dalla cronaca episodica e inserirlo in una visione più ampia, dove sicurezza, legalità e sviluppo possano convivere senza contrapposizioni ideologiche.

Gli interventi e la linea del Sì
Alla serata hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e rappresentanti del mondo delle professioni e dell’informazione, in un dibattito condotto da Veronica Ursida. Il referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 riguarda infatti la riforma costituzionale sulla magistratura, con al centro la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la previsione di due Csm distinti e una nuova architettura disciplinare. Si tratta, tecnicamente, di un referendum senza quorum.
Il messaggio politico: riforme, città e buon senso
Dal dibattito è emersa una lettura compatta a favore del Sì, presentato come una scelta di razionalità istituzionale e di allineamento agli standard delle principali democrazie occidentali. In questa cornice, Schiuma ha insistito su un punto politico preciso: una parte della sinistra, a suo giudizio, avrebbe abbandonato posizioni storicamente sostenute pur di trasformare il referendum in uno scontro contro il governo Meloni. La critica, però, si è allargata anche al governo della Capitale: secondo Schiuma, Roma ha bisogno di una strategia urbana seria, capace di tutelare la vivibilità dei quartieri senza comprimere le attività produttive e culturali che animano la notte. È qui che il suo intervento acquista peso: non semplice polemica, ma la proposta di una governance più coerente, fondata su ordine, prevenzione e visione amministrativa.
Una serata che parla anche del futuro di Roma
Il dato politico più rilevante, in definitiva, è proprio questo: la “Città della Notte” evocata da Schiuma non viene descritta come un problema da contenere, ma come una realtà da governare con strumenti adeguati. L’adesione al Sì referendario, in questa chiave, diventa il tassello di un discorso più largo sulla modernizzazione delle istituzioni e sulla capacità della politica di interpretare i cambiamenti sociali. Per Schiuma, il successo dell’iniziativa di Prati rappresenta quindi qualcosa di più di una buona serata pubblica: è la prova che esiste uno spazio politico per chi vuole tenere insieme riforme, pragmatismo e attenzione ai territori.