Referendum sulla giustizia: a Roma e nel Lazio affluenza record, seggi aperti fino alle 15

voto referendum

Malgrado la campagna elettorale sottotono, il referendum sulla giustizia ha smosso i cittadini. E, dopo tanto tempo, si sono riviste le file alle urne. Forse perché il tema giustizia, in un modo o nell’altro, tocca tutti. L’affluenza è salita oltre le attese, sfiorando il 50% a Roma.

Referendum giustizia, a Roma 1,5 milioni di persone al voto: 2.600 seggi aperti per vincere l’astensione

Affluenza in crescita: Roma traina il Lazio

Alle 23 di ieri, domenica 22 marzo, i dati hanno fotografato una città più presente del previsto. A Roma ha votato il 49,5% degli aventi diritto, il dato più alto dell’intera regione. Nel Lazio, invece, la media si è fermata al 48,2%, comunque sopra le ultime consultazioni.

Nelle altre città della regione il quadro è più frammentato. Frosinone si è attestata al 43,4%Latina al 43,9%Rieti al 45,6%, mentre Viterbo ha sfiorato il dato regionale con il 48,1%. Numeri che raccontano una partecipazione diffusa, ma con velocità diverse. Il confronto con il passato è evidente. Nel referendum del 2025 l’affluenza si era fermata poco sopra il 36%. Anche il referendum costituzionale del 2020 aveva registrato percentuali più basse. Stavolta, invece, la risposta è stata più ampia. Più partecipata. Più politica. Ma, appunto, è l’argomento che tocca direttamente tutti i cittadini che ha spinto gli elettori a recarsi alle urne. E a fare sentire la propria voce.

Seggi aperti e corsa finale al voto

Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi restano aperti fino alle 15. A Roma sono oltre 2.600, distribuiti in tutta la città. In totale, circa 1,5 milioni di elettori chiamati alle urne, con una quota significativa di giovani al primo voto. La macchina organizzativa ha retto. Nessuna criticità rilevante nella gestione dei seggi, anche se sono stati segnalati alcuni problemi organizzativi in zona Corviale e a Casal Monastero per il ritiro dell’attestato sostituivo, addirittura, per il cambio del posto in cui gli elettori dovevano andare a votare. Gli scrutatori, oltre 10mila, sono riusciti a coprire tutte le sezioni, evitando i vuoti dell’ultimo minuto che in passato avevano creato problemi.

A facilitare le cose c’è stato l’attestato di voto sostitutivo, scaricabile online. Lo hanno utilizzato in 17mila, segnale di un sistema che prova a semplificare l’accesso al voto.

Tra politica e polemiche: il voto nel giorno della maratona

Quella di ieri non è stata una domenica qualsiasi. Il voto si è intrecciato con la maratona di Roma, che ha paralizzato interi quadranti della città. E subito si è scatenata la polemica. Da una parte le rassicurazioni: i dati delle ore 12 parlavano di un’affluenza al 17%, in linea o superiore ad altre grandi città italiane. Dall’altra le critiche: c’è chi ha parlato di disagi e difficoltà negli spostamenti. Intanto, ai seggi si sono visti i volti della politica nazionale. C’è chi ha votato in silenzio, chi ha lanciato appelli alla partecipazione.

Ma non è solo una questione di percentuali. Il referendum sulla giustizia arriva dopo settimane di campagna elettorale a bassa intensità, senza grandi picchi mediatici ma con tensioni sotterranee. E proprio per questo il dato sull’affluenza diventa ancora più importante. Più voti significa più legittimazione. Meno partecipazione, invece, apre inevitabilmente a letture politiche. I romani hanno risposto in maniera consapevole. Adesso occorre attendere il risultato. La sensazione è quella di un testa a testa, con uno scarto di voti davvero minimo. Ma per sapere chi lo avrà, occorre aspettare la chiusura delle urne.