Referendum sulla giustizia, chi vuole silenziare la campagna referendaria?

referendum giustizia (2)

Referendum sulla giustizia già silenziati dai giornaloni italiani. “La precondizione perché i cittadini si esprimano è che ci diate una mano ad abbattere quel muro di silenzio che sino ad ora c’è stato sulla campagna referendaria”. E’ l’appello lanciato dal Comitato per il sì ai referendum sulla giustizia in un incontro alla Camera cui hanno preso parte parlamentari di diversi partiti. Roberto Calderoli (Lega), Lucia Annibali (Iv), Enrico Costa (Azione), Matilde Siracusano (FI), Irene Testa (Radicali), Federico Mollicone (FdI), Andrea Ostellari (Lega), Iacopo Morrone (Lega), Enza Bruno Bossio (Pd), Giusi Bartolozzi (Misto). Presente anche Guido Crosetto. “I quesiti a prima vista possono sembrare di difficile comprensione, è fisiologico per un referendum abrogativo”, dicono al comitato.

E’ semplice: “La giustizia vi va bene così o volete cambiarla?”

“Ma questo non toglie nulla al fatto che gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi su una questione molto più semplice: vi va bene la giustizia penale o volete un cambiamento radicale?”, ha spiegato Carlo Nordio, presidente del Comitato per il sì. “Se gli italiani sono contenti di questo sistema penale e procedurale fallito possono disinteressarsi di questo referendum. Ttrovare l’alibi dei quesiti difficili e magari andarsene al mare -ha proseguito Nordio-. Ma se pensano alla necessità di un cambiamento radicale, che non può essere il minimo sindacale della riforma Cartabia, allora questa è una buona occasione, temo l’ultima, per dare un forte messaggio di dissenso e di capacità costruttiva”.

L’importante è che l’opinione pubblica sia informata

“Quello che serve prima di tutto è che l’opinione pubblica sia informata, quindi serve l’aiuto delle forze politiche di qualsiasi coloritura. La giustizia coinvolge tutti e tutti abbiamo il dovere di preoccuparcene”, ha spiegato Bartolomeo Romano, vice presidente del Comitato per il sì. “Il tentativo di boicottaggio è evidente e i cittadini devono respingerlo. Il referendum deve essere lo sciopero dei cittadini contro quella parte della magistratura che ha mortificato la parte migliore della magistratura stessa. Forza Italia c’è”, ha detto la Siracusano.

Le correnti della magistratura vogliono che nulla cambi

“Il 12 giugno il popolo italiano sarà padre costituente della modifica della giustizia. Questa volta giudica il popolo”, ha spiegato Calderoli. Cui ha fatto eco il presidente della commissione Giustizia del Senato Ostellari. “Questo referendum è un momento storico, costituente, una data fondamentale per tutti, è importante vi sia la consapevolezza di tutte le forze politiche”. Per Costa, “la scommessa è quella di coinvolgere i cittadini, trasferire l’urgenza della modifica del sistema giustizia. Di posizioni conservatrici ce ne sono tante, le vedremo lunedì con lo sciopero dell’Anm che è lo sciopero delle correnti, che tendono a mantenere tutto intatto”.

Mollicone: la Rai deve svolgere il suo ruolo istituzionale

Mollicone ha annunciato: “Presenterò un Question time per chiedere che si parli del referendum nei talk show di prima e seconda serata. Solo in questo modo si potrà aprire una finestra di attenzione determinante. Speriamo di svegliare la Rai su quello che dovrebbe essere il suo ruolo istituzionale, dare risalto alla campagna referendaria”.

Per approfondire