Regione Lazio, il rimpasto di Giunta nella Lega slitta a dopo Pasqua: ma c’è il ‘Sì’ di Salvini e Durigon
Più che un semplice avvicendamento, quello che si sta consumando nella Giunta della Regione Lazio è un passaggio politico che misura i nuovi rapporti di forza dentro la Lega. L’incontro di Matteo Salvini e Claudio Durigon con Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre che ha avuto luogo ieri ha chiarito il punto decisivo. Ill partito ha scelto la strada del cambiamento, ma vuole accompagnarlo con una copertura politica piena, senza trasformare l’uscita dei due assessori in una sfiducia mascherata. Secondo quanto emerge da la Pisana, appena dopo Pasqua dovrebbero entrare nella Giunta Rocca Davide Bordoni e la deputata Giovanna Miele, come da noi rivelato nei giorni scorsi. Con uno slittamento di circa una settimana rispetto ai tempi inizialmente previsti.
Il nodo che rallenta tutto
Il rinvio non nasce da un ripensamento, ma da una scelta politica ben precisa. Francesco Rocca ha fatto capire che non intende aprire una crisi formale su una questione che considera interna al Carroccio. Il presidente è disposto a valutare i nuovi profili, ma solo dopo un passo indietro formale degli assessori uscenti. È una posizione che tutela l’equilibrio istituzionale e, insieme, rimette la responsabilità politica del rimpasto interamente nelle mani della Lega.
Dietro le deleghe c’è Roma
Le deleghe contano, ma fino a un certo punto. Il punto vero è che la Lega sta usando il rimpasto per riposizionarsi nei territori chiave della prossima stagione elettorale. Bordoni, coordinatore della Lega Salvini Premier Lazio, rappresenta un segnale preciso verso Roma e verso il dossier Campidoglio, già tornato centrale nella discussione interna del centrodestra. In questo quadro, la Giunta Rocca smette di essere solo il luogo dell’amministrazione regionale e diventa anche il laboratorio degli assetti futuri.
Latina cresce, Frosinone arretra
C’è poi una geografia politica che questo rimpasto rende impossibile ignorare. Con Giovanna Miele, oggi deputata eletta nel Lazio 2, il peso della provincia di Latina salirebbe ulteriormente. E il possibile subentro alla Camera di Vincenzo Valletta, attuale capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Latina, rafforzerebbe ancora di più l’asse pontino. Sullo sfondo si consuma invece l’arretramento della provincia di Frosinone, mentre Angelo Tripodi, il seggio scattato su Latina nel 2023, siede ormai in Forza Italia.
Una sostituzione senza rottura
Il dato forse più interessante è che né Ciacciarelli né Baldassarre vengono descritti come figure politicamente liquidate. Al contrario, la stessa linea emersa nelle ultime ore insiste sulla fiducia personale e sulla loro permanenza nel progetto leghista regionale. Anche per questo il partito ha scelto l’intervento diretto dei suoi vertici nazionali.
La vera lettura politica
La vicenda, in controluce, racconta molto della Lega nel Lazio. Non siamo davanti a una bocciatura amministrativa, tanto che sui canali ufficiali del partito risultano ancora in Regione proprio Baldassarre e Ciacciarelli. Siamo piuttosto davanti a una ricalibratura del potere: contano i territori che producono rappresentanza, pesano le prossime sfide elettorali e il consenso viene tradotto in presenza istituzionale. In questa chiave, il rimpasto non è un incidente di percorso ma il tentativo del Carroccio di ridisegnare la propria filiera politica, da Latina a Roma, passando per la Giunta Rocca.