Regione Lazio, Rocca replica all’Ordine dei Medici di Roma: “Serve un confronto serio sulla Sanità”

Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca

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Francesco Rocca prova a disinnescare la polemica aperta con l’Ordine dei Medici di Roma e rilancia il dialogo. Al centro dello scontro ci sono alcune sue dichiarazioni sul ruolo degli infermieri nella riorganizzazione della sanità territoriale, lette dal presidente dell’Ordine, Antonio Magi, come un possibile ridimensionamento della figura del medico. Una lettura che il presidente della Regione Lazio respinge con decisione: nessuna messa in discussione dell’autonomia o della centralità dei medici, sostiene, ma semmai il tentativo di chiarire come dovrà evolvere il lavoro di squadra nella nuova sanità di prossimità.

Il riferimento al DM 77 e alla medicina del territorio

Nel suo intervento Rocca richiama il DM 77 e il percorso di riforma legato al PNRR, cioè l’impianto normativo e organizzativo che punta a rafforzare la medicina del territorio. In questo schema, spiega il governatore, la figura dell’infermiere è destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante, soprattutto nella presa in carico dei pazienti fragili e nella continuità assistenziale. Non come alternativa al medico, ma come parte di un modello integrato e multidisciplinare. È su questo punto, secondo Rocca, che si sarebbe consumato l’equivoco con Magi.

La stoccata sulle liste d’attesa e il richiamo al merito

La replica del presidente della Regione non rinuncia a un passaggio politico. Rocca liquida come fuori tema le osservazioni sulle liste d’attesa, sostenendo che in questo momento la questione centrale sia un’altra: come costruire davvero una rete territoriale capace di seguire i cittadini fuori dall’ospedale. Da qui anche l’accusa, neppure troppo velata, di “buttare la palla in tribuna” per evitare il confronto sul merito. Il punto, nella lettura del governatore, non è la contrapposizione tra professioni, ma la capacità del sistema sanitario di organizzarsi meglio.

Il rapporto con Magi e l’invito a riaprire il dialogo

Pur contestando duramente l’interpretazione delle sue parole, Rocca non chiude la porta. Anzi, insiste sulla continuità di un rapporto che definisce in passato “proficuo e costruttivo” con lo stesso Magi. Da qui la proposta di un nuovo confronto, da allargare anche al presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, Zega, con cui la Regione ricorda di aver già sottoscritto protocolli e accordi. L’obiettivo dichiarato è aprire una nuova fase di dialogo con gli Ordini professionali, partendo dalle evidenze scientifiche e dalle esigenze concrete del territorio.

La partita vera: cure più vicine ai cittadini

Dietro la polemica, in realtà, si intravede una questione più ampia e molto concreta: come dovrà funzionare la sanità laziale nei prossimi anni. Rocca insiste su un modello moderno, nel quale medici, infermieri e altre professionalità lavorino in modo sinergico, ciascuno nel perimetro delle proprie competenze. Il messaggio finale è tutto qui: rafforzare il territorio non significa indebolire nessuno, ma provare a dare risposte più efficaci ai cittadini, soprattutto ai più fragili. Ed è su questo terreno, più che sulle dichiarazioni incrociate, che si misurerà la tenuta del confronto.