Renzi alla Raggi: “Pensi a lavorare, se ne è capace…” (video)

renzi aria che tira

Matteo Renzi insiste ad attaccare il governo. Basta con il politichese, pensiamo all’economia, in autunno ci sarà una carneficina sociale. E fa anche la battuta: “Italia Viva? Ora non me ne frega niente, può diventare Italia Morta”. Ripartire, ripartire, ripartire, questo ora è il mantra di Matteo Renzi. Attacca continuamente Salvini, Meloni e quello che lui definisce populismo, quasi fosse un peccato mortale. Ma non si accorge, lui che è tanto intelligente, che il vero populismo lo sta facendo lui, e fa bene. A l’Aria che tira il leader di Italia Viva spara a zero sul governo e su tutti i suoi provvedimenti che giudica a dir poco stupidi e liberticidi. Ma allora che ci sta a fare al Governo?

Renzi ce ne ha per tutti. Ma che si sta a fare al governo?

Ce n’ha per Conte, che non fa le cose serie. Sembra Berlusconi dei bei tempi, aprire i cantieri e chiacchierare di meno. Perde un po’ il suo aplomb e la sua simpatia quando gli riferiscono le dichiarazioni del sindaco di Roma Raggi e di Di Battista. La Raggi in particolare ha detto che Renzi e Salvini sono una cosa vergognosa con i loro attacchi al governo. Renzi pare sorpreso, ma si riprende subito, mostrandosi sinceramente stupito: “La Raggi ha detto questo? Incredibile, se anziché pensare a tappare le buche a Roma pensa a me, vuol dire che ha molto tempo libero. E’ fantastico.”

“Ma perché la Raggi non tappa le buche?”

Ma poi si arrabbia: “Io non ho mai fatto governi con Salvini, i grillini sì. Io Salvini l’ho mandato a casa, perché voleva i pieni poteri”. Questo magari è un po’ esagerato, ma certamente è molto diverso da Salvini. “Io comunque sono quello che insieme ad altri l’ha mandato a casa Salvini”, si vanta. “Non ho tolto i pieni poteri a Salvini né a Conte, e meno che mai a Di Battista o alla Raggi”. E conclude velenosamente, alla sua maniera: “Anziché pensare a me, la Raggi pensi a lavorare, se ne è capace”. E sottolinea la frase scandendola: “E’ sindaco di una grande città, pensi a lavorare se ne è capace. Se – ne – è -capace…”.

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