Riapertura scuola, un disastro annunciato. Sabato tutti in piazza a Roma

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Scuola senza pace. Da 30 città italiane partiranno i pullman per protestare contro la Didattica a Distanza come strumento scolastico ordinario. Contro la modalità ”blended” nelle scuole di secondo grado, contro la riduzione delle ore didattiche da 60 a 50 minuti. Mobilitati genitori, insegnanti e studenti e studentesse, insieme ad associazioni, sindacati, organizzazioni del mondo dell’istruzione e dell’educazione. Come si legge in una nota del comitato Priorità alla Scuola, sabato 26 settembre saranno tutti in piazza a Roma. Per denunciare il “disastro annunciato” di quanto sta avvenendo nella scuola italiana. Carenza di docenti, spazi e personale Ata e tanta confusione sulle regole sanitarie e sul distanziamento sociale.

“Senza scuola non ci sono diritti”

“Senza scuola non ci sono diritti” è lo slogan principale della manifestazione nazionale, indetta dal Comitato Priorità alla Scuola lo scorso 25 luglio, e che si terrà alle 15 in piazza del Popolo. Giungeranno a Roma le delegazioni di cittadini e cittadine aderenti ai Comitati locali di Priorità alla Scuola, provenienti da 30 città italiane. Da a Arezzo a Bologna, da Catania a Genova. Il Comitato chiede che il diritto allo studio sia garantito a tutti, bambini e ragazzi in ugual misura: dall’asilo all’università. Purtroppo, durante la pandemia, come ampiamente verificato, la didattica a distanza ha penalizzato migliaia di bambini e ragazzi. Aumentando le disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Nonostante il fallimento della didattica a distanza, nei primi giorni di scuola, come si temeva, è stata introdotta ancora in modo massiccio.

Denunciati i numerosi problemi

Il Comitato Priorità alla Scuola denuncia altri problemi. Il numero di personale docente, inferiore a quello promesso, con un aumento sostanziale della precarizzazione degli insegnanti e del numero dei supplenti (non ancora nominati). Il personale Ata e collaboratori scolastici altamente sottodimensionati. L’enorme carenza di ambienti e spazi, che in molti casi, soprattutto nelle scuole secondarie di II grado, devono ancora essere trovati. Le nuove procedure per gli incarichi di supplenza elaborate in ritardo, farraginose e piene di errori. L’assenza della prevenzione sanitaria attraverso tamponi veloci e infermerie scolastiche. La grave mancanza delle assegnazioni degli insegnanti di sostegno. Nessun potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e nessuna garanzia di sicurezza, non solo interna alle scuole ma anche nel tragitto casa-scuola.

La disorganizzazione della scuola è davvero enorme

Inoltre l’assenza di procedure sufficienti a garantire la tutela necessaria di lavoratori con fragilità. La grande confusione in materia di misure di sicurezza, che in molti istituti si sono tradotte in procedure fai-da-te e arbitrarie, e in materia di rapporto tra scuole, Ats, pediatri e medici di base. Genitori, docenti, studenti e personale Ata non accettano questa enorme disorganizzazione scolastica e sono fermamente contrari alla Didattica a Distanza come strumento non emergenziale, alla modalità ”blended” nelle scuole di secondo grado, alla riduzione delle ore didattiche da 60 a 50 minuti. Genitori, insegnanti e studenti insomma chiedono una scuola che garantisca sicurezza, presenza e continuità.

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