Riapre il Ponte di Ferro. Da domani di nuovo collegate Marconi e Ostiense

Dopo oltre due mesi dall’incendio devastante, riapre il Ponte dell’Industria. Meglio noto a Roma come il Ponte di Ferro. Un collegamento essenziale tra il quartiere di Marconi Portuense e la zona di Ostiense. Che dopo il rogo era stato chiuso e interdetto al traffico. Per verificarne la tenuta strutturale. Le fiamme infatti avevano fuso parte del metallo con cui nell’800 era stato costruito il ponte. Con uno spettacolo – si fa per dire – che ancora i residenti del quartiere ricordano molto bene. Le cause del disastro sono rimaste ancora in parte sconosciute, anche se la tesi più accreditata rimane quella di qualche baracca sottostante che abbia preso fuoco. O di bombole del gas che magari siano esplose. Alimentando la terribile combustione. In ogni caso, su tutta la vicenda sta indagando la magistratura. E si spera in qualche testimone diretto. Non facile da trovare, perché gli sbandati che vivevano la’ sotto sono tutti fuggiti. E oggi fanno parte dell’esercito degli invisibili accampati in qualche anfratto ai margini della città.

Il rogo sotto al ponte nella notte tra il 2 e il 3 ottobre

Le fiamme sotto al ponte si erano sviluppate violente nella notte tra il 2 e il 3 ottobre. E per domarle c’erano volute molte ore. Con l’intervento massiccio di Vigili del Fuoco, sommozzatori, elicotteri dal cielo e diversi reparti delle Forze dell’ordine e dei caschi bianchi della Polizia locale. E appena domate le fiamme materiali, per fortuna senza feriti, sono esplose quelle della polemica politica. Anche perché si era in piena campagna elettorale per scegliere il nuovo sindaco. Così la Raggi, Gualtieri e Michetti si erano prontamente recati sul posto. E dal fronte grillino era addirittura trapelata l’ipotesi di un ‘boicottaggio’. Acqua passata, è davvero il caso di dire. Mentre resta la polemica politica del centrodestra. Che chiede da sempre una bonifica accurata delle sponde del fiume. E la rimozione delle decine di campi abusivi che sono intollerabili in una capitale europea moderna. E che rappresentano un pericolo per la sicurezza di tutti. In ogni caso, adesso tocca a Gualtieri e all’assessora ai lavori pubblici del Campidoglio Ornella Segnalini tagliare il nastro. E promettere che questo sarà solo il primo passo. Perché la struttura va ripensata. Mantenendo l’architettura originale. Ma rendendola più adatta al traffico attuale e ai tempi moderni.

Il progetto

L’amministrazione capitolina per bocca della titolare ai lavori pubblici Ornella Signalini ha chiarito come la riapertura del Ponte di Ferro rappresenti solo un primo passo. Anche perché il marciapiede destro andando da Piazzale della radio verso Ostiense rimane interdetto ai pedoni. Che possono camminare sul lato opposto. Oppure optare per il vicino Ponte della Scienza. Così il Campidoglio ha aperto un tavolo con la Soprintendenza speciale di Roma. Servirà a far sì che il ponte “sottoposto a tutela ed esempio di archeologia industriale venga restaurato anche per adeguarlo alle vigenti norme sulle opere in ferro. E attraverso accorgimenti che non vadano ad impattare sulla struttura ottocentesca, possa essere utilizzato anche per il transito dei veicoli di maggior peso e dimensioni”.

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