Rifiuti, alla Raggi il primo round contro Zingaretti. Ma Regione e Comune hanno fallito

Sulla guerra dei rifiuti, il primo round è di Virginia Raggi contro il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti. Infatti il TAR ha bocciato l’ordinanza del governatore, con la quale si intimava a Roma Capitale di indicare entro 60 giorni un sito dove conferire la spazzatura. All’interno del raccordo anulare, o per meglio dire entro i limiti amministrativi della città. La regione aveva deciso di agire così dopo la bocciatura del sito di Monte Carnevale. Che già tra la popolazione inferocita, aveva preso il nome di Malagrotta due. Ma soprattutto da via Cristoforo Colombo puntavano l’indice contro la situazione dell’Ama, e degli impianti pubblici di trattamento dei rifiuti urbani. Praticamente ridotti a zero. Dopo l’incendio del Tmb Salario e il parziale sequestro di Rocca Cencia.

Ma se Sparta piange Atene non ride, per usare un detto popolare. Perché dopo i guai giudiziari del patron della Mad di Frosinone Valter Lozza e della dirigente della competente direzione rifiuti regionale Flaminia Tosini, anche gli uomini di Zingaretti hanno dovuto segnare il passo. Con il relativo scambio di accuse con il Campidoglio. Imputato di inerzia e mancanza di una strategia sui rifiuti. Ma adesso il TAR sembra aver dato ragione alla Raggi. E sulla mancata individuazione di una discarica per Roma, Palazzo senatorio non sarà commissariato.

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Niente commissario sui rifiuti per Roma. La Raggi festeggia, ma la Capitale è sempre più sporca

La Raggi ha festeggiato la pronuncia del TAR del Lazio. Che ha messo fuori gioco l’ordinanza regionale con la quale si chiedeva a Roma capitale di indicare entro 60 giorni un sito. Dove realizzare la nuova discarica. I giudici amministrativi infatti sono stato chiari. Il problema non può riguardare solo i romani, ma tutta la città metropolitana. E serve un piano dei rifiuti condiviso. Altrimenti la sostituzione di un ente all’altro può avvenire solo nei casi di urgenza. Perché – si spiega nella sentenza depositata giovedì mattina –  l’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006 consente al presidente della Regione di intervenire con un provvedimento del genere solo «qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente».

In questo caso invece Zingaretti aveva ordinato al Comune di «trasmettere un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento» dei rifiuti. Aveva imposto «un’attività di tipo pianificatorio», insomma, cosa che invece «richiede un’attività sinergica a opera di tutti gli enti preposti alla cura del settore». Enti che ora anche obtorto collo dovranno tornare a mettersi attorno a un tavolo. Per decidere insieme cosa fare. Ma la sindaca non può certo esultare, vedendo come è ridotta Roma. Che sulla raccolta rifiuti e sul decoro urbano sta toccando il fondo. Ecco, ai cittadini di chi siano le responsabilità alla fine interessa poco. Ma di vedere cassonetti stracolmi di immondizia e maleodoranti, i romani non ne possono davvero più.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_maggio_27/discariche-tar-da-ragione-campidoglio-necessaria-ordinanza-regionale-7ed353e2-bed0-11eb-ba33-0cbbda981d05.shtml

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