Rifiuti, Rida Ambiente risponde a Cerroni. E intanto Roma scoppia di immondizia

È  arrivata la replica di Rida Ambiente alle accuse lanciate dall’avvocato Cerroni dalle colonne di Latina Oggi. Rida è la società amministrata dal patron Fabio Altissimi che si occupa del trattamento e della stabilizzazione dei rifiuti per decine di comuni nell’Ato del sud Pontino. E non solo, visto che molte volte questa azienda è stata chiamata per togliere le castagne dal fuoco anche alla Capitale. Specie ultimamente, quando l’incendio dell’impianto  del salario ha messo in seria difficoltà AMA. E la spazzatura di Roma è stata per forza di cose diretta altrove. Un nodo ingombrante quello della raccolta dei rifiuti per la sindaca Raggi e il presidente regionale Zingaretti. Che si trovano a fare i conti con una raccolta differenziata ancora ben al di sotto del 60 per cento, almeno in città. E quindi con un sacco di immondizia da trattare e da smaltire. Ma Malagrotta ormai è chiusa. E ultimamente anche una parte dell’impianto di Rocca Cencia è stato sequestrato. Così è giocoforza far ricorso ai privati. Con la Mad di Frosinone che la fa da padrona. Anche se il colpaccio dell’ampliamento della discarica di Roccasecca dei Volsci per ora è stato stoppato dal Consiglio di Stato.

Una gran confusione quindi. Ma la domanda è sempre la stessa. Chi è veramente in regola per trattare i rifiuti di Roma, per evitare che l’immondizia rimanga a marcire per strada come sta avvenendo di nuovo in questi giorni?

RIDA, senza discarica si muore. Di monnezza (video)

I rifiuti urbani e la guerra dei codici. Chi può trattare l’immondizia di Roma?

Il problema sembra tutto racchiuso in pochi numeri. O in un codice, per usare termini tecnici. Che prende il nome di CER (codice europeo dei rifiuti). E che autorizza a conferire negli impianti alcuni scarti, ma non altri.  E particolare attenzione viene prestata ai rifiuti urbani indifferenziati, che contengono una parte di umido. Cioè la spazzatura che puzza, per usare un linguaggio chiaro e alla portata di tutti. Per trattare i quali servono impianti dotati della tecnologia TMB, che sta per trattamento meccanico biologico. In grado di essiccare il rifiuto e di renderlo inerte. Prima di conferirlo in discarica. Ma ovviamente la tecnologia non basta. Perché poi serve l’autorizzazione regionale. Ed è proprio questo il motivo dell’indagine su Rida da parte della Procura. Perché l’azienda di Aprilia avrebbe ottenuto con una serie di autorizzazioni dal 2009 al 2011 un notevole incremento delle tonnellate di rifiuti da poter trattare. Passando da poco più di 89 mila a oltre 170 mila. Fino al 2014, quando il quantitativo ipoteticamente trattabile avrebbe raggiunto le 400 mila tonnellate. Compresi rifiuti da stabilizzare come quelli delle mense scolastiche. Ma è proprio così? Fabio Altissimi non ci sta, anche perché le accuse più gravi partono proprio dal suo concorrente storico Manlio Cerroni. L’avvocato novantenne proprietario di Malagrotta per intenderci.

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/109072/manlio-cerroni-vi-racconto-rida-ambiente-

Fabio Altissimi, il mio impianto e’all’avanguardia. E abbiamo tutte le autorizzazioni. Piuttosto la Regione non ci ha mai voluto assegnare una discarica

Si difende dalle accuse il numero uno di Rida Ambiente Fabio Altissimi. Che vuole chiarire il suo punto di vista. Abbiamo sempre e solo lavorato rispettando le autorizzazioni regionali, ha dichiarato Altissimi a 7Colli. E grazie a Rida più di una volta si è evitato che l’intero sistema dei rifiuti nel Lazio andasse al collasso. Non solo non siamo stati mai favoriti, ma piuttosto siamo ancora gravemente penalizzati, ha proseguito il patron di Rida. Perché in realtà le 400 mila tonnellate di rifiuti di cui parla l’avvocato Cerroni nella sua intervista a Latina Oggi sono solo sulla carta. Infatti siamo l’unico grande impianto nel Lazio al quale la Regione non ha assegnato mai una discarica dove conferire il residuo. Siamo ovviamente a disposizione della Magistratura, conclude Altissimi. Ma non accettiamo lezioni da personaggi come Cerroni, che per decenni hanno detenuto ferocemente il monopolio in questo settore. E che forse nemmeno ora accettano che altri si intromettano in questo mercato. Piuttosto, Cerroni venga qui a vedere cos’è l’industria. Noi abbiamo la coscienza a posto, e rappresentiamo una realtà all’avanguardia nel trattamento dei rifiuti. E come sempre, chiediamo solamente di poter lavorare al servizio della collettività.

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