Rigenerazione urbana all’Axa, Schiuma (FdI): “Roma rispetti gli impegni su strade e servizi”

Schiuma a Roma

Contenuti dell'articolo

La rigenerazione urbana, spesso evocata nei piani e nei convegni, all’Axa è tornata a misurarsi con questioni molto concrete: strade, infrastrutture, depurazione e certezza amministrativa. Nel corso dell’incontro organizzato da Federico Vigo dell’agenzia Remax Blu, nella sede di via Eschilo, Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, ha incontrato operatori del settore e rappresentanti di alcuni consorzi stradali della zona. Con lui anche Massimo Pezzella, Maurizio Perazzolo e l’architetto urbanista Mauro Mancini, in un confronto che ha messo al centro le criticità quotidiane del quadrante.

Il nodo delle strade e degli impegni del Comune

Il punto più sensibile resta quello delle strade a uso di pubblico transito, tema che da anni accompagna il rapporto tra consorzi e amministrazione capitolina. Schiuma ha sintetizzato così il malcontento emerso: il Comune, ha detto, deve mantenere gli impegni assunti. Nel mirino c’è la progressiva riduzione del contributo previsto dalla convenzione del 1961: dal 50% iniziale al 30%, fino all’attuale 20%. Non solo. Per ottenere anche questa quota, secondo quanto denunciato, i consorzi sarebbero costretti a ricorrere ai decreti ingiuntivi. Un passaggio che rende il problema non soltanto finanziario, ma anche istituzionale.

Depuratore e atti d’obbligo: le altre questioni aperte

Nel dibattito sono emersi anche altri dossier che incidono direttamente sulla qualità urbana del territorio. Tra questi, l’ampliamento del depuratore e la gestione degli atti d’obbligo, due materie tecniche ma con ricadute molto concrete sulla vita dei residenti e sulla possibilità di programmare interventi. Anche su questo fronte, la critica rivolta a Roma Capitale è netta: mancherebbero indicazioni definitive e un quadro decisionale trasparente. Il risultato, secondo i partecipanti, è una sensazione diffusa di incertezza che rallenta soluzioni attese da tempo.

Senza regole chiare, gli investimenti restano fermi

Dal confronto è arrivato anche un messaggio condiviso dagli operatori della rigenerazione urbana: per rilanciare davvero un quadrante non bastano annunci o formule generiche. Servono regole comprensibili, tempi certi e procedure trasparenti. In assenza di questo perimetro, diventa difficile pianificare interventi, sostenere nuovi investimenti e costruire una strategia di valorizzazione urbana credibile. È qui che il tema esce dalla dimensione locale e parla alla città intera: quando l’incertezza amministrativa diventa strutturale, il rischio è bloccare non solo un progetto, ma una prospettiva di sviluppo.

L’Axa come banco di prova per Roma Capitale

L’incontro si inserisce in un percorso di ascolto con le realtà locali, ma il segnale politico e amministrativo è già chiaro. L’Axa chiede che Roma Capitale trasformi gli impegni in atti concreti, soprattutto su infrastrutture e manutenzione. La questione, al di là delle appartenenze, riguarda il rapporto tra territorio e istituzioni: se mancano risposte stabili, cresce la distanza tra chi vive i problemi e chi dovrebbe affrontarli. La rigenerazione urbana, in questo senso, non comincia dai rendering ma dall’affidabilità delle decisioni pubbliche. Ed è proprio su questo terreno che ora il Campidoglio è chiamato a dare prova di coerenza.