Ristoratori, siamo in braghe di tela. E sventolano le mutande (video)

Uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi post coronavirus è sicuramente quello legato alla ristorazione. E Roma non fa eccezione, anzi. In uno studio condotto dall’ENIT, l’Ente per il turismo certifica le perdite della capitale al terzo posto in Italia. Oltre il 45 per cento, appena poco sotto a Venezia e a Firenze. Un autentico disastro, i cui effetti stimati si sentiranno per almeno un biennio. Si tratta di migliaia di posti di lavoro in meno, con inservienti, camerieri e cuochi che ora stanno a casa. E che rischiano il licenziamento in mancanza di soluzioni e aiuti dal governo e dalla Regione. Il presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli calcola perdite per 100 milioni di euro al mese nel settore della ristorazione e di circa 500 dall’inizio dell’anno alla stagione estiva. Oltre alle spese necessarie per sanificare e mettere a norma. Almeno per chi ce la fa a riaprire. E poi c’è l’incognita della clientela, perchè non si sa quanti decideranno di tornare fisicamente al ristorante. Insomma una situazione drammatica. E il meccanismo del contributo agli affitti con la ritenuta di acconto non funziona. Anche perchè se non fatturo, non si vede bene a cosa serva. Mentre per avere il prestito in banca previsto dal decreto liquidità tra burocrazia e verifiche bisogna farsi il segno della croce. Così i ristoratori sono letteralmente in mutande.

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Siamo in mutande ma a voi non importa. La protesta dei ristoratori romani

Paolo Magnanimi è il proprietario del ristorante Antica Roma, che da oltre quarant’anni è punto di ritrovo della ristorazione capitolina. Insieme ad altri colleghi ha ideato una protesta civile ma significativa, mettendosi fuori dal suo locale. Che ovviamente è chiuso da due mesi. Ed esponendo un paio di mutande bianche. Siamo qui da tre generazioni, spiega Magnanimi. Ma ora ci avete abbandonato. E ci avete ridotto proprio così, letteralmente in mutande. Un messaggio breve ma chiaro, registrato in un video e diffuso su Facebook. In realtà al settore della ristorazione come a tanti altri servono risposte subito. Liquidità nei conti correnti. Finanziamenti a fondo perduto. Contributi per sanificazioni e locazione dei locali. Ammortizzatori sociali per i dipendenti, e sgravi contributivi per chi non licenzia. Ma dal governo finora tra MES, piani faraonici da 400 miliardi e promesse varie non si è visto un euro. E la categoria dei ristoratori è alla canna del gas. O se preferite letteralmente in mutande.

Servono soldi subito per riaprire e gestire la prima fase

I ristoratori romani sono in crisi nera, chiusi da due mesi e con prospettive incerte. Alcuni si sono organizzati per l’asporto. Ma è chiaro che si tratta di numeri molto diversi rispetto al passato. Altri stanno pensando a proprie spese ad adeguare i locali. Sperando di poter aprire prima di giugno. Magari già il 18 maggio, se la curva del contagio dovesse flettere in queste tre settimane. Ma certo che mangiare con una lastra di plexiglass in mezzo al tavolo non sarà facile. E bisogna considerare anche la perdita dei coperti stimabile in circa il 50 per cento. Oltre al fatto che secondo i dati forniti da Federalberghi circa il 30 per cento dei locali della ristorazione non hanno spazi esterni. Allora servono aiuti subito, e non promesse di grandi piani futuri. I ristoratori chiedono liquidità immediata, come avvenuto in Giappone. Che ha messo a disposizione al cambio circa 17 mila euro di contributi per ogni piccola e media azienda del settore. Perchè altri strumenti come prestiti e rimborsi in ritenuta di acconto non funzionano. E sono troppo lenti. E poi prolungamento della cassa integrazione e sgravi contributivi per chi voglia tenere i propri dipendenti. Oltre al blocco degli sfratti per morosità e contributi su bollette e utenze. Serve un cambio di passo del governo, da subito. Ma anche Regione Lazio  e comune di Roma possono fare la loro parte. Per esempio sospendendo fino a fine anno tutti i tributi locali. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni perchè il tempo delle chiacchiere e dei proclami sembra davvero scaduto.