Riva Destra fa il pieno a Roma: sala gremita per la Festa Tricolore

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Roma, Piazza dei Quiriti: non la solita passerella, ma un appuntamento che mette insieme memoria, militanza e visione politica. La VIII edizione della Festa Nazionale Tricolore, promossa da Riva Destra nel 32° anniversario dell’Assemblea Costituente di Alleanza Nazionale, ha registrato una partecipazione ampia e trasversale. Dirigenti, simpatizzanti, studiosi e militanti hanno riempito la sala, confermando che esiste ancora uno spazio reale – e non virtuale – in cui la politica si misura con la comunità. Un’energia concreta, che ha dato il tono all’intera giornata.

Identità e azione: Cirielli apre i lavori e alza l’asticella

Ad aprire i lavori è stato il viceministro agli Affari Esteri Edmondo Cirielli, chiamato a tenere insieme due piani che oggi pesano più che mai: quello dell’orizzonte internazionale e quello della coesione interna. La Festa Tricolore, in questo senso, è diventata un laboratorio politico: non un evento celebrativo, ma un momento di riconnessione con i pilastri della tradizione culturale della destra italiana. Un richiamo alla responsabilità, all’orgoglio identitario e a una lettura del presente che non rinuncia alla profondità storica, cercando anzi di trasformarla in direzione.

Il fronte istituzionale: Perissa e Aurigemma danno solidità al progetto

Nel cuore dell’incontro sono arrivati i saluti dell’onorevole Marco Perissa, del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e di Federica Nobilio, membro della Direzione nazionale di Fratelli d’Italia. Il messaggio, pur diverso nei toni, è apparso convergente: la politica non vive senza radici e l’identità non è un concetto da museo, ma una bussola per decidere. In un’epoca di parole consumate, l’idea di “legame” – con la storia, con la comunità, con il territorio – è stata rimessa al centro come elemento di credibilità e di forza.

Dai territori la spinta decisiva: la rete di Riva Destra parla al Paese

Il confronto si è fatto più serrato con gli interventi dei rappresentanti regionali di Riva Destra: Sandra Amato dalle Marche, Alfio Bosco dalla Sicilia, Francesco De Noia dalla Puglia, Andrea Marrone dalla Liguria e Lorenzo Loiacono dal Lazio. Non semplici testimonianze, ma un mosaico politico che racconta come il centrodestra viva soprattutto nelle sue articolazioni locali: bisogni concreti, visioni differenti, ma un filo comune. Qui la Festa Tricolore ha cambiato passo, diventando una piattaforma di ascolto e di proposta, capace di far dialogare centro e periferia senza retorica.

Il crescendo finale: Schiuma e la “comunità” come destino politico

Le conclusioni sono state affidate al fondatore di Riva Destra Fabio Schiuma, già vicepresidente del Consiglio comunale di Roma, e lì l’incontro ha trovato il suo punto di sintesi: memoria politica non come nostalgia, ma come capitale da investire; comunità culturale non come club ristretto, ma come architettura duratura. Schiuma ha rivendicato la necessità di un dialogo continuo con la base, perché la politica – se vuole restare viva – deve tornare ad essere relazione, formazione, appartenenza. E la platea, compatta, ha dato il segnale più evidente: quando identità e partecipazione si incontrano, la comunità non si limita ad assistere. Riparte.

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Schiuma con i referenti di Riva Destra e il presidente del Consiglio del Lazio Antonello Aurigemma – www.7colli.it