Roberto Di Paolo, inchieste e diffamazione: “Ecco come stanno i fatti: parlano i documenti, non il gossip”

Roberto Di Paolo Ostiamare

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Non ci sta, Roberto Di Paoloimprenditore ed ex presidente dell’Ostiamare, squadra di calcio militante in serie D, a vedere il suo nome, insieme a quello dei suoi familiari, trascinato in un fango mediatico che richiama a singhiozzo vicende anche risalenti con una narrazione “assolutamente non veritiera, per quanto mi riguarda”, come commenta lo stesso Di Paolo ai nostri microfoni.
E proprio per fare chiarezza, l’imprenditore risponde alle accuse che in questi giorni sono state rivolte sia a lui che alla sua famiglia.

Il caso Cavallari-Mannucci e le accuse respinte

“Partiamo dalla fine, dalle ultime notizie diffuse. Qualcuno ha scritto che avrei tentato di screditare, per ragioni poco chiare, l’ex consigliere Enrico Cavallari e sua moglie Barbara Mannucci, all’epoca dei fatti, rispettivamente, vicepresidente e collaboratrice dell’ufficio stampa della società Ostiamare. In realtà, l’allontanamento della signora Mannucci dalla società calcistica è avvenuto per via di una certa tensione legata a una situazione oggettivamente spiacevole che l’ha riguardata e che oggi si potrebbe definire “gossip”. A me quella situazione non interessa e non la voglio commentare, ma all’epoca tutto ciò mi ha costretto a prendere decisioni drastiche nell’interesse della squadra. Entrambi sanno benissimo a cosa mi riferisco e perché sono stato costretto ad allontanare la signora Mannucci. Mi meraviglia il fatto che adesso vogliano riportare alla luce questo argomento, peraltro alimentando anche le fantasie di un blogger. Su questo, come pure sulla querela che Cavallari dichiara di aver proposto nei miei confronti, ho dato ampio mandato ai miei legali per promuovere ogni azione di legge che sia possibile”.

La nomina in Cotral e il ruolo dei media

La signora Mannucci è stata nominata successivamente membro nel Consiglio di Amministrazione di Cotral. Anche Il Nuovo 7 Colli ha riportato la notizia, riprendendo quanto detto dal giornalista Sergio Rizzo a Giovanni Floris nel corso della trasmissione DiMartedì su La7. Rizzo, in quell’occasione, aveva ricostruito la “mappa politica” della coppia, mettendone in evidenza alcuni punti chiave: nulla di inventato; infatti, né Rizzo né Il Nuovo 7 Colli vengono querelatiper l’articolo, tantomeno per quello iniziale in cui vengono presentati i nominativi del Cda.

L’assessore Onorato e l’inchiesta sull’Ostiamare

Un’altra persona che è stata ascoltata nel corso dell’inchiesta giornalistica che ha messo al centro il nome della famiglia Di Paolo è l’assessore allo sport del Comune di Roma Alessandro Onorato, che ha addirittura pubblicato un post con il quale condivideva un articolo dal titolo “Fake news contro Onorato per la battaglia sull’Ostiamare”, scrivendo: ‘Presto o tardi tutto torna’.

“Grazie a Onorato si è scoperta la truffa”

“E speriamo che torni davvero! Io devo solo ringraziare l’assessore Onorato. Grazie a lui si è scoperta la truffa. Io divento il presidente dell’Ostiamare dopo l’acquisto della squadra, nel gennaio del 2022. Il preliminare di acquisto tra la società acquirente e il venditore viene sottoscritto un mese prima, a dicembre nel 2021, quando si gioca a porte aperte con un permesso falso che in realtà fa capo a un evento di moda. Ma la nuova proprietà dell’Ostiamare, così come io stesso, tutte queste cose, all’epoca, non le sapevamo. E infatti, gennaio del 2022, viene firmato anche l’atto di vendita, con relativi pagamenti e, guarda caso, poche ore dopo arrivano i controlli: l’impianto è gran parte abusivo, manca l’autorizzazione al pubblico spettacolo, arriva l’ordinanza che fa chiudere le porte dello stadio. E si perdono, in un attimo, tutti gli sponsor di una squadra appena acquistata.

Quindi chi sarebbe la vittima? Come presidente della società sportiva ho provato in tutti i modi a trovare una soluzione che non fosse troppo gravosa, visto che l’acquisto dell’Ostiamare era costato alla nuova società circa 2 milioni di euro e infine ceduto gratuitamente. Non ci sono riuscito. Complimenti a chi l’ha fatto, senza avere tutti quegli oneri iniziali. Per me l’Ostiamare è stato solo anni di contenziosiarrabbiature, continui rincorrersi e tentare soluzioni.

“Nessuna guerra personale”

Cosa devo dire all’assessore? Non ho fatto nessuna guerra a Onorato. I documenti che avevo sull’Ostiamare e che ho tuttora dimostrano che i fatti sono andati diversamente da come sono stati raccontati sin qui, anche perché nessuno avrebbe acquistato la società se avesse per tempo saputo come stavano le cose. Per quanto riguarda il resto basta leggere l’inchiesta che ha fatto il quotidiano Il Domani. Peraltro, la vicenda, oltre a una denuncia di falso in bilancio promossa da Ostiamare in danno della precedente proprietà e di cui si sono perse le tracce, divenne oggetto di un’indagine della Procura di Roma che non mi risulta riguardi la mia persona e in seno alla quale ho più volte pubblicamente manifestato disponibilità ad essere ascoltato. Finora nessuno mi ha chiamato, ma la mia disponibilità è intatta, anzi”.

“C’è un disegno contro la mia famiglia”

Di Paolo pensa ci sia un accanimento verso la sua famiglia. “Sono sicuro che dietro a tutto questo ci sia il ‘disegno’ di qualcuno. E credo di sapere nome e cognome di chi ha fatto partire la macchina del fango”.