Rocco, il bimbo caduto dal terzo piano a Roma ce l’ha fatta: dal coma alla rinascita, la storia che commuove
Quando, quel 21 ottobre 2025, è caduto dal terzo piano, tutta Roma ha trattenuto il fiato, sperando che si salvasse. Il volo dalla finestra di un B&B in via Beniamino De Ritis, una traversa di via Tiburtina, e lui, Rocco, un bambino di appena 11 anni, che lottava tra la vita e la morte, era finito sulle prime pagine di tutti i giornali. Oggi quella storia ha un finale che allora sembrava impossibile. Rocco è vivo, lucido, senza complicazioni. E sorride. A raccontarlo è il messaggio carico di emozione di Fabrizio Montanini, che riporta l’attenzione su una vicenda che aveva scosso l’intera città.
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La caduta dalla finestra del B&B in zona Tiburtina
Quel pomeriggio di ottobre si temeva il peggio. La caduta accidentale dal terzo piano aveva provocato traumi gravissimi. Rocco era arrivato in ospedale in condizioni critiche. Prognosi riservata, coma farmacologico, macchinari a sostenerlo. Ogni ora sembrava sospesa. Le sue condizioni avevano fatto pensare subito a un epilogo drammatico. I medici parlavano con prudenza. La famiglia, stretta nel silenzio, non ha mai smesso di sperare.
Il percorso è stato lungo. Delicato. Decisivo l’intervento degli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove Rocco è stato seguito fin dalle prime ore. Un lavoro meticoloso, clinico e umano insieme. Oggi il bambino si trova nella sede di Palidoro, impegnato nella riabilitazione e nel recupero di alcuni problemi tendinei agli arti colpiti dalla caduta. Ogni giorno è migliorato: non ci sono state complicazioni neurologiche, che erano il timore peggiore. Nessun danno permanente. La frase che tutti aspettavano è arrivata: “Rocco ce l’ha fatta”.
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Parla, studia, gioca: la normalità che sembrava perduta
Rocco parla con chiarezza. Ragiona. Riconosce i familiari. Frequenta la scuola in ospedale, gioca ai videogiochi, tifa la sua Juventus FC e manda messaggi al suo idolo, il portiere Mattia Perin. Sorride. Progetta. Sono gesti semplici, quotidiani. Eppure quattro mesi fa sembravano irraggiungibili. Nella foto che accompagna il messaggio c’è lui, accanto al padre Enrico. Uno sguardo che dice tutto. Accanto a lui e alla madre Santina, una battaglia silenziosa fatta di viaggi, spese, notti in corsia, attese interminabili. Senza mai perdere la fede in una possibilità.
La vicenda di Rocco non è solo una buona notizia. È un segnale potente per chi vive ore buie in una stanza d’ospedale, per chi teme che non ci sia più margine, per chi vede spegnersi la luce e pensa che sia finita. Rocco ora guarda avanti. Pensa a quando potrà tornare a una vita normale, a difendere di nuovo una porta su un campo da calcio, a riprendersi i suoi undici anni interrotti in un pomeriggio d’autunno. E a Roma, per una volta, la notizia è tutta qui.