Rocky Mountains, quando il western va in scena al teatro: il 4, 5 e 6 febbraio al Porta Portese a Roma

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45 anni prima della storica e ormai celebre sfida all’Ok corral, 40 anni prima della battaglia del Little Big horn e dell’uccisione di Wild Bill Hickok e quasi 30 anni prima della guerra civile americana. È questo il West di Rocky Mountains. Il mondo ancora oggi quasi sconosciuto dei cacciatori di castori per il commercio delle pellicce. E anche quello dei Blackfeet, i Piedi Neri, accaniti guerrieri non solo contro i bianchi ma anche contro altri ceppi indiani come i Crow. Rocky Mountains è un intenso western che sbarca a teatro scritto da Stefano Jacurti per la regia di Alessandro Iori con lo stesso Jacurti ( trapper Joseph) con Laura Ranghi ( Tesah, una squaw blackfoot) e Vincenzo Sartini, (trapper Pierre, il francese).

Rocky Mountains è ambientato nel 1836

Nello stesso anno di Alamo, il 1836, ma molto più a nord, va in scena lo scontro fra etnie per la caccia ai castori, che diventa sempre più serrato. Rocky Mountains è un western cruento sul crepuscolo dei leggendari Mountain men che nella storia del West saranno sostituiti da cowboys. E che affrontando la cultura dei nativi americani è pregno di tematiche attualissime che ancora oggi infiammano i social. Questo rivoluzionario e originale spettacolo andrà in scena al Teatro Porta Portese, a Roma, il 4-5 febbraio alle ore 21 e domenica 6 febbraio, in pomeridiana alle ore 18. Il western e la frontiera americana, come la Guerra di secessione, purtroppo non sono che fugacemente insegnate nelle nostre scuole. Rocky Mountains ripara in parte a questa grave pecca.