Roma, 140mila romani vivono in zone a rischio allagamento, Schiuma (FdI): “Serve subito un Piano-anti-Piogge”
Roma avrebbe 140mila residenti esposti al rischio idrogeologico, e Fabio Schiuma chiede ora al sindaco Roberto Gualtieri di presentare un piano pubblico che indichi, quartiere per quartiere, pericoli, interventi e tempi. È questo il cuore dell’affondo lanciato dal dirigente nazionale di Fratelli d’Italia dopo gli allagamenti di venerdì: trasformare un dato allarmante in una mappa concreta delle responsabilità e delle opere ancora necessarie.
Il numero che accende lo scontro
Schiuma precisa che la cifra non sarebbe stata elaborata dall’opposizione, ma ricondotta al responsabile dell’Ufficio Clima di Roma Capitale. Un dato che l’esponente di FdI mette al centro della discussione politica: «Dopo gli allagamenti di venerdì, questo è il numero sul quale l’amministrazione deve dare risposte concrete». La richiesta non riguarda quindi soltanto la gestione dell’ultima emergenza, ma il livello di esposizione della città davanti alle piogge più violente.
La richiesta: una mappa quartiere per quartiere
Il dirigente di Fratelli d’Italia chiede a Gualtieri di rendere pubblico un vero “Piano Piogge”. Non uno schema generico, ma un documento leggibile dai cittadini, capace di indicare per ogni quartiere i punti vulnerabili, gli interventi ritenuti necessari, quelli già completati e le scadenze delle opere ancora da realizzare. Le mappe ufficiali del rischio alluvioni considerano, tra gli altri elementi, anche il numero degli abitanti potenzialmente coinvolti: un parametro centrale nella definizione delle priorità. (Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale)
Schiuma: «La prevenzione cominci prima dell’allerta»
«Non chiediamo al sindaco di fermare la pioggia», chiarisce Schiuma, respingendo in anticipo l’idea di una polemica costruita sull’imprevedibilità del maltempo. La sua contestazione riguarda la prevenzione: conoscere le aree fragili, stabilire un ordine degli interventi e permettere ai romani di verificare l’avanzamento delle opere. Anche l’Ispra indica nella pianificazione, nelle opere strutturali, nel monitoraggio e nei sistemi di allertamento gli strumenti necessari per ridurre il rischio nelle zone già urbanizzate. (Ispra)
La sfida politica arriva in Campidoglio
La pressione sull’amministrazione sale dunque prima della prossima emergenza. Schiuma domanda che alle allerte meteo non seguano soltanto raccomandazioni e interventi quando l’acqua ha già invaso le strade, ma una strategia preventiva verificabile, sostenuta da risorse e scadenze pubbliche. La questione posta a Gualtieri è netta: se le zone vulnerabili e la popolazione esposta sono già note, il Campidoglio deve spiegare dove interverrà, con quali fondi e soprattutto entro quando. Perché, conclude l’esponente di FdI, «la prevenzione deve iniziare prima dell’allerta meteo, non quando le strade sono già sott’acqua».