Roma, 1,5 miliardi di cantieri infiniti: la Giunta conferma ritardi fino al 2027 (e oltre)

Roma, foto generata con IA

Il Campidoglio ha spostato fuori dall’anno contabile 2025 quasi 1,5 miliardi di euro di opere pubbliche collegate principalmente ai fondi PNRR e Giubileo: questo, in soldoni, prevede un voto della Giunta Gualtieri dei giorni scorsi. Tradotto dal linguaggio burocratico: una parte importante di lavori e cantieri previsti per l’Anno Santo 2025 non si chiuderà nei tempi inizialmente attesi, ma si concluderà molto tempo dopo. I cantieri, quindi, continueranno a pesare sulle strade romane e sui bilanci 2026, 2027 e – forse – anche oltre. In buona sostanza, la scelta della Giunta Gualtieri dal punto di vista politico fotografa tempi molto più lunghi del previsto. Purtroppo, al momento in cui scriviamo, non abbiamo la lista completa delle opere pubbliche coinvolte dallo slittamento. A presiedere il voto di Giunta è stata la vicesindaca Silvia Scozzese. Presenti: Scozzese, Alfonsi, Battaglia, Pratelli, Segnalini, Lucarelli, Zevi, Onorato e Patanè. Assenti: il sindaco Gualtieri e gli assessori Funari e Veloccia.

Il senso politico del voto della Giunta Gualtieri

Il Comune di Roma presenta l’operazione, nel suo voto di Giunta, come un riordino dei conti, una “Rendicontazione 2025” (inseriamo il documento in formato scaricabile alla fine di questo articolo). Ma il dato politico è un altro. Quando una massa così ampia di spese viene rinviata agli anni successivi, significa che il cronoprogramma reale della città è più lento di quello previsto e scritto sulla carta.

Nella delibera di Giunta si legge che le somme sono state “reimputate” sulle annualità successive in base alla loro effettiva esigibilità. In sostanza, il Campidoglio prende atto che molti pagamenti e molti interventi non matureranno nel 2025. Ma molto tempo dopo.

Cosa cambia per Roma

Per i cittadini il punto è molto concreto. Più soldi spostati in avanti significa più cantieri destinati a restare aperti più a lungo, in strada. Il documento richiama in modo diretto l’esigenza di far procedere “con celerità” i lavori PNRR e Giubileo. È il segnale di una città che continuerà a convivere con opere in corso, disagi alla mobilità e una sensazione diffusa di ‘transizione permanente’, tra grandi cantieri, ciclabili contestate del GRAB, Ztl allargata e zona 30.

Il dato politico: Roma resta in affanno

Alla fine il punto politico è tutto qui: mentre il Campidoglio sposta in avanti 1,5 miliardi di opere, cantieri e scadenze, Roma continua a vivere nel presente di sempre. Con mezzi pubblici insufficienti, traffico sempre più lento e una città che chiede sacrifici continui (vedi la ‘tassa’ per entrare anche con le auto elettriche e quindi ‘green’ in ZTL), senza vedere risultati proporzionati. Il rischio è che il rinvio diventi un metodo di governo. I cantieri restano, i disagi pure e ai romani viene chiesto ancora una volta di avere pazienza in una città che, intanto, resta in affanno.