Roma, 16mila nuovi parcheggi a pagamento, scoppia il caso strisce blu: “A pagare saranno anche i residenti”
A Roma trovare un parcheggio è ormai una sfida quotidiana. Chi esce di casa per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o semplicemente fare una commissione sa che, spesso, il problema non è (solo) il traffico. È riuscire a lasciare l’auto senza dover pagare o senza fare chilometri alla ricerca di uno stallo libero.
Negli ultimi anni i parcheggi gratuiti sono diminuiti progressivamente, mentre aumentano le strisce blu. Una scelta che continua ad alimentare le proteste di residenti e commercianti, soprattutto nei quartieri dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa concreta all’automobile. E adesso la polemica si riaccende dopo la denuncia del capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, che parla di un nuovo piano destinato ad ampliare in maniera significativa la sosta a pagamento.
Santori: “Oltre 16mila nuove strisce blu e limiti anche per i residenti”
Il consigliere capitolino ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, chiedendo chiarimenti sulle intenzioni dell’amministrazione. Per Santori il Campidoglio è pronto a trasformare oltre 16mila stalli bianchi in strisce blu, con una previsione di incassi che supererebbe i 4 milioni di euro nel 2026 e i 5 milioni nel 2027. E Santori mette sotto accusa anche quanto previsto dalla delibera RC.22624 del 5 agosto 2025. «Non bastano le migliaia di parcheggi già eliminati: adesso si vogliono togliere oltre sedicimila stalli bianchi per trasformarli in strisce blu, prevedendo incassi per oltre quattro milioni di euro nel 2026 e oltre cinque milioni nel 2027».
L’esponente della Lega sostiene inoltre che le novità potrebbero riguardare anche chi vive nelle zone interessate. «La ‘jihad’ del Campidoglio contro la mobilità privata si accanisce ulteriormente e bastona ancora una volta, come sempre, chi non ha privilegi, infischiandosene non solo dei diritti di ogni cittadino, ma comprimendo ormai anche quelli dei residenti. Lungo alcuni assi commerciali potrebbe essere introdotto un limite massimo di sosta anche per i residenti oppure, in alternativa, tariffe senza deroghe, eliminando le attuali esenzioni», tuona Santori.
La protesta: “Si paga sempre di più, ma i servizi restano gli stessi”
La questione delle strisce blu a Roma è da tempo uno dei temi che più divide cittadini e amministrazione. Nei quartieri della Capitale le proteste sono frequenti. Residenti e comitati lamentano una progressiva riduzione dei posti auto gratuiti senza che, parallelamente, vengano realizzati nuovi parcheggi di scambio o potenziati i collegamenti con autobus, tram e metropolitana.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: migliaia di romani continuano a utilizzare l’auto non per scelta, ma perché in molte zone della città il trasporto pubblico è insufficiente o non rappresenta un’alternativa realmente efficiente. A differenza di altre grandi città europee, o di città come Milano, dove la rete metropolitana e ferroviaria consente di lasciare più facilmente l’auto a casa, in vaste aree di Roma gli spostamenti restano strettamente legati al mezzo privato.
Ed è proprio questo il punto su cui si concentra il malcontento: pagare di più, senza percepire un miglioramento della qualità dei servizi. Per molti cittadini il conto è ormai sempre più salato. Da una parte aumentano le aree a pagamento, dall’altra restano irrisolti problemi cronici come strade dissestate, buche, cassonetti stracolmi, rifiuti abbandonati e un sistema di trasporto pubblico che continua a fare i conti con ritardi, corse soppresse e mezzi spesso insufficienti.
“Prima parcheggi e trasporti efficienti, poi eventuali restrizioni”
Nel mirino di Santori finiscono anche gli investimenti previsti per il controllo della sosta.
«Il Campidoglio non sa migliorare i trasporti e preferisce spendere soldi pubblici per installare sensori per monitorare e verificare il pagamento della sosta, ‘Street control’ e sistemi di lettura automatica delle targhe, nell’ipotesi che queste tecnologie servano davvero a gestire meglio la sosta. Ma il dubbio è che saranno utilizzate solo per limitare ulteriormente i diritti dei cittadini, e perfino dei residenti, a vantaggio solo di alcune categorie. La Lega dice basta alla distruzione del tessuto sociale della città». Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione capitolina. «Prima si realizzino parcheggi pubblici e un trasporto pubblico efficiente, e solo dopo si discutano eventuali restrizioni».
La discussione sulle nuove strisce blu va ben oltre la semplice gestione della sosta. Tocca il rapporto, sempre più complicato, tra cittadini e amministrazione. Chi vive a Roma chiede prima di tutto una città che funzioni: mezzi pubblici puntuali e capillari, parcheggi di scambio realmente utilizzabili, strade sicure, manutenzione costante e quartieri più puliti. Solo dopo, sostengono in molti, si può discutere di nuove limitazioni all’uso dell’auto e di ulteriori aree a pagamento.
Perché trasformare migliaia di posti gratuiti in parcheggi a pagamento, senza offrire alternative concrete, rischia di essere percepito non come una politica per migliorare la mobilità, ma come un nuovo costo che finisce direttamente sulle spalle dei romani.