Roma 2027, Santori scuote il centrodestra: “Basta perdere tempo, Gualtieri si può battere”
Il centrodestra romano deve smettere di aspettare. È questo il messaggio che Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, manda alla sua coalizione guardando già alle elezioni comunali di Roma del 2027. E il bersaglio, questa volta, non è soltanto il sindaco Roberto Gualtieri. È anche un centrodestra che, secondo Santori, rischia di arrivare alla sfida per il Campidoglio senza aver ancora deciso come affrontarla.
“Roma è contendibile e Gualtieri si può battere”, sostiene Santori. Ma per riuscirci, avverte, bisogna smettere di perdere tempo e scegliere subito un nome forte e autorevole, costruendo attorno al candidato una squadra, un programma e una campagna nei territori.
Roma 2027, Santori mette fretta al centrodestra
Il problema è soprattutto il tempo. Perché Gualtieri, osserva il capogruppo leghista, è già in campagna elettorale, mentre il centrodestra deve ancora individuare l’uomo – o la donna – da candidare alla guida della Capitale. E aspettare ancora rischia di trasformarsi in un vantaggio regalato all’avversario. “Lo abbiamo detto per tempo e oggi è ancora più urgente: si scelga insieme un nome forte e autorevole e facciano partire subito squadra, programma e campagna nei territori”.
Santori parte dalle difficoltà che attribuisce all’amministrazione capitolina per sostenere che la partita del 2027 sia tutt’altro che chiusa. “Negli ultimi mesi sono esplose tutte le contraddizioni dell’amministrazione Gualtieri e la rabbia dei romani per scelte ideologiche imposte dall’alto”. L’elenco comprende la mobilità, le occupazioni abusive e il taglio delle alberature. Decisioni che il capogruppo della Lega contesta anche nel metodo, perché maturate, afferma, “senza un vero confronto con cittadini e comitati”.
Nel mirino finisce anche il modo in cui il sindaco comunica con la città. Santori gli rimprovera di aver preferito “troppo spesso comunicare attraverso video e comunicati stampa”. Ed è proprio nelle contestazioni che negli ultimi mesi hanno accompagnato alcune scelte del Campidoglio che il leghista vede lo spazio per riaprire la partita elettorale.
«Il consenso mostra segnali di cedimento»
“Il risultato è un consenso che mostra evidenti segnali di cedimento”, afferma Santori. Da qui la convinzione che il centrodestra possa tornare a giocarsi seriamente il Campidoglio dopo la sconfitta del 2021. Ma la condizione posta dal capogruppo della Lega è chiara: “Bisogna voler vincere davvero”. E questo, politicamente, significa evitare di consumare i prossimi mesi nelle trattative interne alla coalizione e arrivare alla campagna elettorale quando Gualtieri avrà già costruito il percorso verso la ricandidatura. Una richiesta che Santori rivolge all’intera coalizione. Prima il candidato, quindi. Ma soprattutto una scelta condivisa fatta con abbastanza anticipo da permettere al centrodestra di costruire una proposta riconoscibile e portarla nei quartieri.
Santori indica anche il terreno sul quale costruire l’alternativa. “Dopo anni di degrado, trasporti allo sbando, insicurezza, periferie dimenticate e occasioni sprecate nonostante i miliardi di PNRR e Giubileo, Roma merita un’alternativa”. Sono questi i temi sui quali la Lega vuole portare il confronto con l’amministrazione uscente: dai trasporti alla sicurezza, passando per le periferie e per l’utilizzo delle risorse straordinarie arrivate nella Capitale con PNRR e Giubileo. Ma prima del programma resta da sciogliere la questione che accompagna il centrodestra romano da mesi: chi sfiderà Gualtieri nel 2027?
La corsa per il Campidoglio e il nodo del candidato
È qui che l’intervento di Santori diventa soprattutto un messaggio agli alleati. Perché la possibilità di battere il centrosinistra, sostiene il capogruppo leghista, passa anche dalla capacità di non ripetere ritardi e indecisioni nella scelta del candidato. Gualtieri ha davanti il vantaggio naturale del sindaco uscente e ha già iniziato a muoversi verso la ricandidatura. Il centrodestra, invece, deve ancora mettere un nome sulla propria corsa per il Campidoglio.
Ed è proprio questo il ritardo che Santori vuole interrompere. “Roma merita un’alternativa. Sarebbe imperdonabile regalarle altri cinque anni di Gualtieri per i nostri ritardi”. Più che un appello, un avvertimento alla coalizione. La sfida per Roma 2027 può essere vinta, ma non se il centrodestra decide di cominciare a correrla quando Gualtieri è già partito.