Roma, 2,1 milioni pubblici alla Fondazione privata del Turismo: ma dove sono i Bilanci?


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Roma continua a finanziare la ‘macchina del turismo’ targata ‘Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners‘, una vicenda da noi trattata esattamente un anno fa: un nuovo voto della Giunta Gualtieri del 30 aprile scorso (reso pubblico oggi, 8 maggio) mette nero su bianco un altro contributo pubblico elargito a suo favore dal Campidoglio a trazione Gualtieri. 956mila euro, solo per l’esercizio 2026, destinati al Fondo di gestione della Fondazione. Soldi che si aggiungono agli 1,15 milioni di euro pubblici iniziali, stanziati esattamente un anno fa. Il totale di soldi pubblici versati dall’Amministrazione Gualtieri alla Fondazione solo negli ultimi 12 mesi arriva così – carte alla mano – a 2,106 milioni di euro pubblici.

Soldi pubblici, forma privata

La Fondazione è stata presentata – in particolare da sindaco Roberto Gualtieri e assessore al Turismo Alessandro Onorato – come uno strumento per promuovere Roma nel mondo, rafforzare il brand della Capitale e costruire una regia moderna del Turismo. Sulla carta, l’obiettivo è legittimo e condivisibile. Una città come Roma deve competere con le grandi capitali europee. Ma la struttura è una persona giuridica di diritto privato senza fini di lucro, pur sostenuta e guidata da una forte presenza pubblica. Ed è qui che nasce il punto politico: quando i soldi sono dei cittadini, quindi pubblici, anche i conti devono essere leggibili con facilità, in assoluta e totale Trasparenza, come tra l’altro imposto dalla legge.

Il precedente del 2025

Già un anno fa erano emerse perplessità, in particolare sulle ‘clausule di riservatezza’. Una Fondazione nata per promuovere una città aperta al mondo, è di fatto regolata da meccanismi non sempre immediatamente accessibili, visibili e trasparenti. Apposite clausule di riservatezza coprono difatti strategie della Fondazione, dati e persino il nome del personale assunto.

Il tema diventa più sensibile e scivoloso perché entra in gioco un fiume di denaro pubblico. Non si discute più solo di metodo, ma di milioni di euro prelevati in sostanza dalle tasche dei romani. E quando il conto sale, la trasparenza non può e non deve restare indietro.

Il ‘buco’ di trasparenza sul sito internet: i bilanci?

Il sito della Fondazione (che per sua natura è lo strumento per comunicare istantaneamente al mondo intero) ha una apposita sezione “Amministrazione trasparente”. Ma alla voce Bilanci‘, al momento, non compare nemmeno un singolo bilancio scaricabile: si legge soltanto che il primo bilancio della Fondazione ‘chiuderà il 31 dicembre 2024‘, come dimostra lo screenshot che pubblichiamo qui di seguito.

Anche altre sezioni a dir poco sensibili risultano ancora “in preparazione”: personale assunto (su cui tra l’altro incombe la clausula di riservatezza), audizioni e selezioni, controlli, pagamenti, etc. Per una struttura che gestisce tanti fondi pubblici e la promozione istituzionale della Roma turistica, è un problema politico prima ancora che burocratico.

La domanda politica

Nessuno, ovviamente, contesta il diritto della Capitale a investire sulla propria immagine turistica. Ma 2,1 milioni di euro pubblici non possono essere accompagnati da pagine web incomplete e bilanci non immediatamente consultabili. Roma è la Capitale d’Italia, non un Comune qualsiasi. Se chiede ai cittadini fiducia, deve offrire carte, numeri, risultati, incarichi, selezioni e rendicontazioni-Bilanci. Il turismo vende l’immagine della città. La trasparenza, invece, misura la credibilità di chi la governa.