Roma, 30 ettari del Parco dell’Aniene all’asta, anche l’area dove passa il GRAB: ma il Campidoglio resta alla… finestra
Roma non ha acquisito i circa 30 ettari del Parco Valle dell’Aniene messi in vendita il 29 luglio scorso con un prezzo base di 1.113.276,24 euro, un’area strategica anche perché interessata dal percorso del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, la ciclovia di circa 50 chilometri che attraversa la Riserva naturale dell’Aniene.
Il contrasto è evidente: mentre il Campidoglio spinge con decisione in maniera quasi ‘forsennata’ sulle ciclabili nelle aree urbane, spesso finite al centro di contestazioni per parcheggi e viabilità, qui resta alla finestra davanti a un grande compendio verde già interessato dal tracciato del GRAB.
Una differenza che alimenta una domanda politica semplice: perché tanta determinazione sull’asfalto e tanta prudenza quando la partita riguarda un’area naturale dove la ciclabile e il GRAB avrebbero decisamente più senso?
Il primo tentativo di vendita di un ‘pezzo’ di Parco dell’Aniene non si è concluso con un’aggiudicazione e la procedura risulta oggi «in attesa dell’emissione del nuovo bando d’asta».
Nel primo round, dunque, il compendio non è entrato nel patrimonio di Roma.
Il Campidoglio resta fuori dal primo round
Il compendio misura 300.365 metri quadrati, poco più di 30 ettari, ed era stato posto in vendita in un unico lotto. Le offerte scadevano alle 12 del 29 luglio, con apertura fissata alle 16.30. A distanza di un mese la procedura non risulta aggiudicata e si attende un nuovo bando.
L’area è rilevante anche perché il GRAB, una delle opere simbolo della mobilità sostenibile capitolina, attraversa la Riserva naturale dell’Aniene. Negli atti pubblicamente reperibili non emerge un’acquisizione da parte di Roma Capitale. Senza il verbale notarile degli offerenti non si può attribuire a Gualtieri o Zevi una scelta personale di non partecipare. Il fatto certo è che al termine del primo tentativo il Campidoglio non ha acquistato l’area.
Gualtieri e Zevi davanti al nuovo bando
Roberto Gualtieri è sindaco di Roma dal 2021; Tobia Zevi è assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative. Tocca quindi all’attuale amministrazione valutare se il nuovo tentativo di vendita possa diventare l’occasione per portare nel patrimonio pubblico questo grande compendio della Valle dell’Aniene.
La prima procedura era pubblica e completa di prezzo, superficie, scadenze e perizia. Ora il dossier torna sul tavolo del Campidoglio. Non è però possibile sostenere che il prezzo sia destinato automaticamente a salire: sarà il nuovo avviso a fissare la base della prossima vendita, che potrebbe essere confermata oppure anche ridotta. Per ora l’unico prezzo certo resta quello del primo esperimento: 1.113.276,24 euro.
Un milione per 30 ettari protetti
Non si tratta di terreni edificabili. Il regolamento specifica che il compendio ricade nella Riserva naturale Valle dell’Aniene, è sottoposto a vincoli ambientali e paesaggistici e ha destinazione inedificabile. La nuova edificazione non è consentita, salvo il possibile recupero dei manufatti esistenti.
La perizia aveva stimato il compendio in circa 1,4 milioni di euro; il prezzo base dell’asta del 29 luglio era poco superiore a 1,1 milioni. Da qui la domanda politica: un’area protetta interessata anche dal passaggio del GRAB resterà privata o Roma valuterà un’acquisizione?
Nel 2012 il parco poteva passare gratuitamente al Comune
È andando indietro negli atti che emerge il vero paradosso della vicenda.
Nel 2012 la perizia ricostruisce una proposta di Ostilia legata a una compensazione: alla società sarebbero stati riconosciuti 35mila metri quadrati di SUL, mentre Ostilia si impegnava a rinunciare ai contenziosi, realizzare a proprie spese il Parco attrezzato della Valle dell’Aniene e quindi cederlo gratuitamente al Comune.
Il percorso non venne però perfezionato. La richiesta fu parzialmente accolta, ma non venne resa esecutiva alcuna determinazione finale capace di dare piena attuazione alla compensazione. Negli anni successivi la società non coltivò più quella prospettiva.
All’epoca governava Alemanno
Quando quella soluzione prese forma, il sindaco era Gianni Alemanno, in Campidoglio dal 2008 al giugno 2013. Poi arrivarono Ignazio Marino, il commissario Francesco Paolo Tronca, Virginia Raggi e infine Roberto Gualtieri.
Il progetto del 2012 nacque quindi sotto Alemanno e non arrivò al perfezionamento. Da allora sono trascorsi quattordici anni e diverse amministrazioni, senza che il compendio immobiliare sia diventato patrimonio di Roma.
Dal parco gratis all’asta, fino all’attesa di oggi
Nel 2012 Roma aveva sul tavolo un percorso che avrebbe potuto portare alla cessione gratuita del compendio. Quel percorso non si concretizzò. Nel 2026 l’area è arrivata all’asta per 1,1 milioni di euro e il primo tentativo si è chiuso senza acquisizione da parte di Roma Capitale. Nel frattempo la Riserva è attraversata dal percorso del GRAB, una delle infrastrutture simbolo della mobilità ciclabile capitolina.
Ora si attende un nuovo bando, che stabilirà anche il nuovo prezzo base. Sarà soprattutto il passaggio decisivo per capire se l’attuale amministrazione lascerà il compendio in mani private oppure valuterà le condizioni per acquisirlo.
Dopo quattordici anni, il nodo resta lo stesso: un grande pezzo della Valle dell’Aniene che avrebbe potuto entrare gratuitamente nel patrimonio pubblico è ancora fuori dalle mani del Comune e torna sul mercato.