Roma, 30 milioni per tappare le buche poco prima delle elezioni e soldi per decoro e assistenza: svolta vera o spot elettorale?

Buche a Roma

Le elezioni sono ormai dietro l’angolo e, improvvisamente, Roma scopre di essere piena di buche, marciapiedi dissestati e quartieri dimenticati. E guarda caso, con qualcuno già in campagna elettorale, in Campidoglio ci si accorge pure che che le liste d’attesa per l’assistenza domiciliare sono infinite. Così la Giunta capitolina approva una corposa variazione di bilancio e mette sul tavolo milioni per manutenzione stradedecoro urbanomobilità e servizi sociali. Con un tempismo perfetto.

Roma in ostaggio: buche, cantieri e caos sotto la giunta Gualtieri

Strade, 30 milioni in più: Roma riparte o rattoppa?

La parte più sostanziosa dell’intervento riguarda la viabilità municipale. Arrivano 30 milioni di euro aggiuntivi, dentro un piano complessivo da 100 milioni. Palazzo Senatorio rivendica l’80% degli interventi già completati sugli 800 chilometri di viabilità principale. Sulla carta si tratta di una svolta. Nella realtà, a ogni temporale, la città torna un colabrodo e i romani chiedono solo che l’asfalto regga alla pioggia. Che i lavori siano seguiti, oltre che eseguiti. Perché a Roma e provincia di asfalto ammalorato siamo diventati ormai esperti, come le varie inchieste insegnano. 

Nel pacchetto compaiono 14 milioni nel triennio per il collegamento stradale e ciclabile tra Castelverde e le stazioni della Metro C di Pantano e Graniti. Un’opera attesa da anni in un quadrante cresciuto senza infrastrutture adeguate. Altri 5 milioni di euro vanno al capolinea provvisorio della linea 19 del tram tra viale delle Milizie, Matteotti e piazza Risorgimento. Interventi che si inseriscono nel capitolo mobilità sostenibile, spesso evocata, meno spesso completata nei tempi annunciati.

Sul fronte del decoro urbano arrivano 3 milioni per l’Ufficio qualità urbana. In prospettiva, 2 milioni nel 2026 e 6 milioni nel 2027 per nuovi bagni pubblici, dopo la riqualificazione di circa cento strutture in vista del Giubileo. E circa 3,3 milioni invece per la rigenerazione urbana delle case popolari a Tor Bella Monaca, tra fondi PUI e PINQuA.

Buche a Roma, asfalto più sottile per risparmiare e pagare le tangenti: 20 indagati, perquisizioni in Comune e all’Astral

Assistenza domiciliare e servizi: 8 milioni per le liste d’attesa

Nella parte corrente del bilancio spiccano 8 milioni di euro per lo scorrimento delle liste di attesa dei servizi di assistenza domiciliare gestiti dai Municipi, dai SAISH ai SAISA fino al SISMIF. Un capitolo delicato, che riguarda anziani e persone fragili. Altri fondi vengono destinati al decoro urbano (1,4 milioni), alla sicurezza urbana (2 milioni), alla manutenzione ordinaria delle strade (2 milioni), oltre a 4 milioni per la sicurezza e l’adeguamento informatico di “Roma Servizi per la Mobilità”.

Spazio anche alla programmazione culturale, con circa 3 milioni per teatri, arene estive e teatri di cintura. E un milione in più per le demolizioni degli abusi edilizi, in collaborazione con la Procura.

Manutenzione o campagna elettorale?

La questione non è se gli stanziamenti siano utili. Lo sono. Il punto è la tempistica. Per anni i romani hanno pagato il conto delle strade dissestate: gommisti, ammortizzatori, incidenti. Ora che si vota, arrivano i milioni, le interviste, i post sui social. La politica romana ha un vizio antico: scoprire le emergenze quando servono consenso. Poi, passata la tornata elettorale, le buche tornano a fiorire come ciclamini d’autunno. E con loro il solito rituale: rattoppi, nuove gare, nuovi fondi. Un ciclo che somiglia più a un’abitudine che a una strategia.

Se questa manovra sarà l’inizio di una manutenzione strutturaleuche e non l’ennesimo maquillage pre-elettorale lo diranno i fatti. I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono strade che reggano alla pioggia, servizi che funzionino, quartieri curati senza bisogno di urne imminenti. Il resto sono numeri. E i numeri, a Roma, hanno già promesso troppo.