Roma, 4 milioni in più tra ZTL ‘allargata’ e Zona 30 per la Mobilità 2026: la Giunta varia il Bilancio d’urgenza
La mobilità di Roma, per il 2026, costerà al Campidoglio (ossia ai romani che pagano le ‘tasse’) un’ulteriore iniezione da 4 milioni di euro decisa con variazione d’urgenza di Bilancio. La delibera che approva il nuovo contratto di servizio con Roma Servizi per la Mobilità fissa il corrispettivo complessivo in 35,254 milioni di euro per il periodo marzo-dicembre 2026. Di questi, 31,254 milioni erano già nel bilancio; i restanti 4 milioni arrivano invece da una variazione di Bilancio urgente di cui si trova traccia all’interno del nuovo contratto di servizio stipulato tra il Campidoglio e la sua municipalizzata ‘Roma Servizi per la Mobilità’ con la deliberazione di Giunta n. 71 del 12 marzo (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo).
Chi ha dato l’ok alla variazione urgente
La variazione di costi con i 4 milioni extra porta la firma politica della Giunta Gualtieri. Dal verbale risultano presenti la vicesindaca Silvia Scozzese e gli assessori: Sabrina Alfonsi, Giuseppe Battaglia, Monica Lucarelli, Sabrina Alfonsi, Claudia Pratelli, Ornella Segnalini, Massimiliano Smeriglio e Eugenio Patanè (Mobilità). Assenti il sindaco Roberto Gualtieri e gli assessori Alessandro Onorato, Andrea Zevi e Maurizio Veloccia.
Non un’opera nuova, ma il costo della macchina
Il punto politico, però, è un altro. Quei 4 milioni non finanziano una nuova metropolitana, una nuova tranvia o un’opera simbolica. Servono a coprire il costo del contratto con la società in house che gestisce ‘pezzi ‘decisivi della macchina della mobilità capitolina.
Controllo e monitoraggio del trasporto pubblico, ZTL, contrassegni disabili, bus turistici, sosta, tecnologie di controllo del traffico, sharing mobility e supporto alla pianificazione della mobilità sostenibile. Con pesi principali su TPL e piani di mobilità/controllo della mobilità cittadina.
In altre parole: non un investimento che cambia volto alla città. Ma più soldi per far funzionare l’apparato che governa anche restrizioni, accessi e regolazione del traffico.
ZTL, Zona 30 e il nesso politico
In questo quadro, il riferimento a ZTL e Zona 30 non è solo simbolico. A gennaio 2026 il Comune ha annunciato l’avvio della Zona 30 nella ZTL Centro Storico, mentre nello stesso periodo si è parlato anche di revisione dei permessi ZTL e riduzione degli accessi nel centro.
Gli atti sul contratto non dicono che i 4 milioni siano destinati a una singola misura specifica. Dicono però che l’extra-copertura va all’intero perimetro della mobilità amministrata e controllata dal Campidoglio. Politicamente il messaggio è chiaro: più regole, più gestione, più controllo, più costo pubblico.
Il paradosso: la mobilità che dovrebbe rendere, ma chiede altro bilancio
Qui sta il paradosso più scomodo. La Mobilità non è soltanto spesa: produce anche entrate, perché Roma Servizi per la Mobilità gestisce, tra l’altro, attività collegate a permessi e servizi.
Eppure il quadro complessivo non è quello di un sistema che alleggerisce il Bilancio: è quello di un sistema che ha bisogno di altri 4 milioni trovati in via urgente. In termini politici, Roma non incassa abbastanza dalla propria governance della Mobilità da evitare un nuovo sforzo di bilancio.
Il conto generale della Mobilità 2026
Alla fine, il punto politico resta uno: se la mobilità romana viene raccontata dalla Giunta Gualtieri, dal sindaco e dall’assessore alla Mobilità Patanè, come leva di modernizzazione, ordine e sostenibilità, ma poi per farla funzionare servono altri 4 milioni d’urgenza caricati sul bilancio comunale, allora qualcosa non torna nel rapporto tra scelte amministrative e risultati.
Perché una città non misura l’efficacia della propria governance da quante regole introduce, ma da quanto riesce a governarle senza trasformare ogni correzione in un nuovo conto a carico dei contribuenti. E oggi, più che l’idea di una mobilità che produce efficienza, emerge l’immagine di una macchina che continua a chiedere risorse pubbliche mentre ai romani viene chiesto, ancora una volta, di fidarsi e pagare.
