Roma, 50 milioni per le ciclabili di Gualtieri e Patanè: residenti in rivolta da Prati all’Eur
Roma, cinquanta milioni investiti, 35 chilometri di nuovi percorsi dal 2022 e una domanda che ormai pesa sul Campidoglio: le ciclabili di Roma stanno davvero cambiando la mobilità o stanno diventando l’ennesimo campo minato della Giunta Gualtieri? La promessa era semplice: meno auto, più bici, più sicurezza. Il risultato, però, in diversi quadranti della Capitale, è una scia di proteste, cantieri contestati e residenti esasperati.
La città che protesta
Da via Panama a via Guido Reni, passando per l’Eur e arrivando fino a via La Spezia, il copione sembra ripetersi. Il Campidoglio annuncia la trasformazione green, i cittadini si ritrovano restringimenti, posti auto cancellati, marciapiedi rifatti e poi ritoccati, carreggiate più complicate. Il punto politico non è essere contro le biciclette. Il punto è capire se Roma possa permettersi opere calate dall’alto, in strade già fragili, senza un equilibrio reale tra mobilità, commercio, residenti e mezzi pubblici.
Via Panama simbolo del caos
Il caso di via Panama è diventato una cartolina perfetta della frattura tra Palazzo Senatorio e città reale. Il cantiere si trascina, la viabilità si stringe, i bus faticano a passare e i mezzi di soccorso rischiano di restare imbottigliati. Una ciclabile dovrebbe rendere una strada più moderna e più sicura. Quando invece produce imbocchi stretti, rabbia e continui aggiustamenti, il messaggio politico diventa devastante: Roma parla di futuro, ma inciampa sull’asfalto.
Il conto per Gualtieri
Per Roberto Gualtieri il dossier ciclabili rischia di diventare un boomerang. Perché ogni pista contestata racconta una frattura più larga: quella tra la Roma immaginata nei piani e la Roma vissuta ogni mattina da chi cerca parcheggio, accompagna i figli a scuola, aspetta un autobus o resta bloccato nel traffico. La mobilità sostenibile può essere una svolta. Ma se diventa ideologia urbana, il Campidoglio rischia di trasformare una bandiera verde in un problema elettorale.