Roma, 58enne trovata morta sotto il viadotto dell’A24: giallo a Tor Sapienza e l’ombra dell’emergenza strada
Roma, sotto il viadotto dell’autostrada A24, all’altezza di Tor Sapienza, Roma si è svegliata davanti a una di quelle notizie che parlano anche quando i dettagli sono pochi. Una donna di 58 anni, di nazionalità bosniaca, è stata trovata senza vita in viale Palmiro Togliatti. Il corpo, secondo i primi riscontri, era lì da alcune ore. Non sarebbero emersi segni evidenti di violenza, ma la prudenza resta d’obbligo: sarà l’autopsia, disposta dal pubblico ministero di turno, a chiarire cause e circostanze.
L’allarme degli amici e la chiamata ai carabinieri
A far scattare l’allarme sono stati gli amici della donna, anche loro senza fissa dimora, preoccupati per la sua assenza. La segnalazione, nella serata di lunedì, avrebbe raggiunto i carabinieri tramite alcune persone che vivono in strada nella zona. Da lì sono partite le ricerche fino al ritrovamento sotto il viadotto. Un passaggio che restituisce, in filigrana, una realtà spesso invisibile: reti di solidarietà informali, fragili ma decisive, che suppliscono dove i servizi non arrivano o arrivano tardi.
La baracca, l’allontanamento e le ultime ore da ricostruire
Gli investigatori dell’Arma hanno accertato che la 58enne viveva nelle vicinanze, in una baracca. Nei giorni precedenti si sarebbe allontanata, e ora l’indagine prova a ricostruire la sequenza delle sue ultime ore: dove abbia dormito, se abbia chiesto aiuto, se abbia incontrato qualcuno prima di sparire. Al momento l’ipotesi di un decesso per cause naturali non è esclusa, ma ogni conclusione resta sospesa in attesa della relazione del medico legale e degli esiti autoptici.
Tor Sapienza, una periferia tra transiti e abbandoni
Tor Sapienza è uno dei punti in cui le contraddizioni romane si vedono senza filtri: grandi arterie, capannoni, residenze e margini che si toccano. Il viadotto, in questo contesto, diventa rifugio e confine insieme. Non è solo una cronaca nera: è una fotografia politica di come una metropoli gestisce le sue periferie e chi le abita “fuori mappa”. Ogni morte in strada riapre la stessa domanda: quanta parte di città è davvero considerata città?
La domanda che resta: sicurezza e dignità, prima dell’emergenza
Mentre i carabinieri continuano gli accertamenti, il caso mette in evidenza un tema che va oltre l’indagine: la vulnerabilità quotidiana delle persone senza dimora, tra salute, isolamento e esposizione ai rischi. Non servono toni allarmistici per capire il punto: quando la risposta pubblica arriva solo dopo, sotto forma di intervento investigativo, significa che prima è mancata una rete stabile di tutela. Ed è su quel “prima” che Roma, e la politica cittadina, sono chiamate a misurarsi.