Roma, abusa della figlia minorenne della compagna: la madre lo sorprende sul divano e lo fa arrestare
Anni di molestie subiti in silenzio, con quelle mani che arrivavano dove non avrebbero dovuto. Abbracci non richiesti, palpeggiamenti, dita infilate sotto i vestiti. Per anni aveva scelto di non parlare. Non perché non avesse capito cosa stava accadendo, ma perché temeva le conseguenze che una denuncia avrebbe avuto sulla vita di sua madre e sulla loro famiglia. Quel silenzio si è spezzato soltanto quando la mamma ha assistito con i propri occhi a una scena che non lasciava spazio a dubbi.
Per questa vicenda, avvenuta tra il 2019 e il 2022, adesso i giudici della V Sezione Collegiale del Tribunale di Roma hanno condannato un uomo di 49 anni a quattro anni e mezzo di reclusione con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni della figlia minorenne della compagna, Anna (nome di fantasia, ndr), che all’epoca dei fatti aveva solo 14 anni.
La denuncia partita dalla madre
L’uomo conviveva con la madre della ragazza da anni, ma nel tempo avrebbe assunto comportamenti sempre più invasivi e subdoli nei confronti della minorenne. La abbracciava ogni volta che Maria si sedeva sul divano e, facendo finta di niente, faceva scorrere la mano fino ad arrivare alle parti intime. Ma cercava anche il modo di palpeggiarla anche quando era negli altri luoghi comuni della casa, come la cucina, al punto che la ragazza era costretta a rifugiarsi nella sua stanza per avere un po’ di tranquillità e sfuggire alle morbose attenzioni dell’uomo.
Le molestie sarebbero andate avanti per oltre tre anni, fino a dicembre del 2022, quando la madre avrebbe sorpreso il compagno sul divano, mentre, dopo aver abbracciato la figlia e dato il bacio della buonanotte, le infila la mano sotto il pigiama. La donna chiede spiegazioni al compagno, ma riceve risposte che non la convincono. E parte la denuncia alle forze dell’ordine, che permette ad Anna di raccontare agli agenti ciò che, fino a quel momento, aveva tenuto nascosto.
Anni di paura e sensi di colpa
E proprio la ragazza ha ricostruito quanto accaduto negli anni precedenti, fino al momento in cui la mamma si è accorta di cosa faceva il compagno a sua insaputa. La ragazza ha confidato di aver taciuto per lungo tempo perché si sentiva responsabile dell’equilibrio familiare e temeva che una sua denuncia potesse provocare la fine della relazione tra la madre e l’uomo. Una condizione psicologica che, secondo quanto emerso nel processo, avrebbe avuto ripercussioni profonde sul suo benessere personale, al punto da avere disturbi alimentari.
La ragazza era riuscita a confidarsi solo con un’amica. Ma alla fine, davanti agli inquirenti, ha raccontato tutto. L’accusa aveva chiesto per l’uomo una pena di 7 anni, ma la condanna per l’uomo, residente a Fidene, è stata più lieve: 4 anni e mezzo.