Roma, accordo Regione-Governo da 53 milioni per il Quarticciolo: al via al piano su case Ater, scuole e servizi
Roma, per il Quarticciolo si apre una fase nuova, almeno sul piano amministrativo. La firma del protocollo d’intesa tra Regione Lazio, Governo e Ater Roma sposta infatti il dossier dal terreno delle intenzioni a quello degli impegni formalizzati. Il pacchetto vale 53 milioni di euro e punta a una rigenerazione non solo edilizia, ma anche sociale, ambientale, sanitaria ed economica. È un passaggio rilevante per un quartiere che da anni alterna attese, promesse e diffidenza verso le istituzioni.
Case popolari, ascensori e centrali termiche: dove vanno i 30 milioni regionali
La quota più consistente, 30 milioni di euro, arriva dalla Regione Lazio attraverso fondi europei destinati in via prioritaria al tema dell’emergenza abitativa. Le risorse saranno concentrate soprattutto sul patrimonio Ater: recupero di 78 appartamenti oggi non utilizzabili, manutenzione straordinaria di circa 500 abitazioni, eliminazione delle barriere architettoniche con interventi destinati a oltre 300 nuclei familiari e nuove centrali termiche per circa 600 alloggi. Nel complesso, il piano interesserà più di 1.500 alloggi, cioè circa due terzi del patrimonio Ater del quartiere.
I fondi del Governo: piazza, scuole, asilo nido e ex padiglioni Caba
Gli altri 23 milioni provengono invece dalle risorse governative previste per il piano straordinario sul Quarticciolo. Qui il baricentro si sposta sugli spazi pubblici e sui servizi di prossimità: riqualificazione della piazza del Quarticciolo, recupero dei locali commerciali Ater, realizzazione di un nuovo asilo nido e messa in sicurezza di alcuni edifici scolastici. A ciò si aggiunge la rigenerazione degli ex padiglioni Caba in viale Palmiro Togliatti, destinati a ospitare il Punto unico di accesso ai servizi socioassistenziali del Municipio, insieme a nuovi spazi per laboratori artigianali, innovazione tecnologica ed economia circolare.
Il nodo politico: graduatorie, occupazioni abusive e tempi dei cantieri
Sul piano politico, il protocollo tiene insieme due parole chiave: riqualificazione e legalità. Fabio Ciciliano ha indicato l’avvio dei cantieri nelle prossime settimane, sottolineando che ogni alloggio recuperato dovrà essere assegnato subito a chi ne ha diritto, per evitare nuove occupazioni. Francesco Rocca, dal canto suo, ha collegato il tema degli sgomberi alla tutela delle famiglie fragili in graduatoria, sostenendo che allontanare chi occupa senza titolo un immobile destinato all’edilizia pubblica non equivalga a militarizzare il quartiere. L’orizzonte indicato per i primi risultati è di circa 18 mesi.
Dalle promesse ai lavori: la sfida della credibilità istituzionale
Il punto decisivo, ora, è trasformare l’accordo in risultati visibili. Per il Quarticciolo non si tratta più soltanto di un annuncio politico, ma di una prova concreta di capacità amministrativa. Le risorse sono state definite, gli ambiti di intervento individuati e la macchina operativa è stata formalmente attivata. Resta però il passaggio più delicato: tradurre il protocollo in cantieri effettivi, assegnazioni regolari, servizi funzionanti e manutenzioni realmente concluse. È su questo terreno, più che sulla firma in sé, che si misureranno la credibilità dell’operazione e la fiducia dei residenti.