Roma, addio a 5 campi da Padel al posto del parco, i cittadini di San Lorenzo ‘condannano’ Campidoglio e Soprintendenza
Roma, dovranno essere abbattuti i campi da Padel costruiti al posto di un parco pubblico su via dei Sabelli, all’interno del perimetro della Cittร Storica capitolina, su area vincolata, nel cuore del Municipio II. Erano stati autorizzati nel 2023 da Campidoglio, Municipio II e Soprintendenza Speciale di Roma Capitale e costruiti alla velocitร della luce.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha annullato (con sentenza di primo grado) i via libera rilasciati dagli Enti, con tanto di pareri positivi e, a seguire, permessi a costruire. Con una sentenza che lascia poco all’immaginazione (e che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo), i giudici hanno giudicato del tutto irregolare lโintervento realizzato in un noto e stimato centro sportivo del Municipio II.
Infine, i giudici hanno condannato Campidoglio, Soprintendenza speciale di Roma e la societร coinvolta a pagare 30 mila euro di spese legali ai ricorrenti, un gruppo di residenti del quartiere di San Lorenzo.
Il parchetto conteso e lโarea โdi valoreโ nella Cittร storica
La vicenda nasce attorno a un impianto sportivo molto noto che ricade nella โCittร storicaโ e dentro gli โspazi apertiโ del Piano regolatore. Secondo il TAR, la zona interessata dai nuovi campi รจ classificata come โspazio verde privato di valore storico-morfologico-ambientaleโ. E risulta censita nella Carta per la Qualitร .
I residenti che hanno fatto ricorso โ proprietari di immobili affacciati sul complesso โ hanno sostenuto che i campi sarebbero sorti al posto dellโattuale parco, โliberamente accessibileโ. E considerato un servizio indispensabile e irrinunciabile per il quartiere.
Il punto chiave: non bastavano carte e โnulla ostaโ, servivano motivazioni solide
Non era la prima volta che la giustizia amministrativa metteva mano al caso. Una precedente autorizzazione era giร stata annullata nel 2023 perchรฉ giudicata troppo generica. In quella occasione, il TAR aveva chiesto alla Soprintendenza un riesame vero, capace di confrontarsi con le contestazioni dei cittadini.
Nella nuova autorizzazione del 18 settembre 2023, invece, per i giudici la Soprintendenza non avrebbe fatto quel salto di qualitร . Il provvedimento, osserva la sentenza, finisce per appoggiarsi a formule di rito e richiami a passaggi precedenti, senza affrontare i nodi indicati nel giudizio precedente. In pratica, il TAR rileva che lโautorizzazione si limita a โprendere attoโ e a concludere che le opere sono compatibili. Arrivando a autorizzare i lavori con una prescrizione tecnica sul sottofondo.
Ma, per il Tribunale, manca il confronto con temi sostanziali. Tra questi: la classificazione urbanistica dellโarea verde, le tutele paesaggistiche piรน ampie e lโimpatto delle recinzioni (tra plexiglass e rete) sulla fruizione e sulla visibilitร del bene tutelato. ร uno dei passaggi piรน netti della decisione: lโautorizzazione viene dichiarata โelusiva-violativa del giudicatoโ per la carenza dellโimpianto motivazionale.
La โsanatoriaโ bocciata: in quellโarea le nuove costruzioni non passano
Caduta lโautorizzazione paesaggistica, il TAR ha poi affrontato il permesso edilizio rilasciato dal Municipio II, guidato dalla mini sindaca Francesca Del Bello. E qui arriva lโaltro colpo decisivo: i giudici ritengono che, in quella porzione di cittร storica, non siano ammesse nuove costruzioni come i campi da padel.
La sentenza ricostruisce che, in base alle regole urbanistiche richiamate, in quellโarea sono consentiti interventi legati a manutenzione e recupero, non la trasformazione con nuove strutture sportive. Il risultato รจ che il permesso โin sanatoriaโ non regge, perchรฉ manca un presupposto essenziale: lโopera, oggi, non sarebbe comunque autorizzabile.
Cโรจ anche un profilo molto concreto che pesa nella valutazione: il TAR segnala che il titolo rilasciato dal Comune sembra mettere insieme due cose diverse, autorizzando allo stesso tempo la regolarizzazione di opere e il completamento dei campi. Per i giudici รจ una contraddizione che rende il provvedimento non coerente con la natura stessa della sanatoria.
La decisione: autorizzazione โnullaโ, permesso annullato e 30mila euro di spese
La sentenza รจ chiara: nullitร dellโautorizzazione paesaggistica della Soprintendenza; annullamento del permesso di costruire rilasciato da Roma Capitale; spese di lite: 30.000 euro complessivi, ripartiti tra le parti soccombenti.
In piรน, il TAR dispone la trasmissione degli atti alla Procura di Roma per eventuali valutazioni, legate anche alla realizzazione di opere โin assenza del relativo titolo edilizio abilitativoโ. Un passaggio che non equivale a una condanna penale, ma alza il livello di attenzione sul cantiere e su ciรฒ che sarebbe stato fatto prima che il quadro autorizzativo fosse davvero solido.
Cosa succede adesso: stop ai lavori e partita che puรฒ spostarsi al Consiglio di Stato
Dopo questa sentenza, la conseguenza immediata รจ il blocco del percorso autorizzativo cosรฌ come era stato costruito. La societร interessata puรฒ scegliere la strada dellโappello al Consiglio di Stato. Ma il punto sostanziale evidenziato dal TAR resta: la destinazione e le regole urbanistiche dellโarea rendono molto difficile riproporre lโintervento senza una revisione profonda, perchรฉ il tema non รจ solo โcomeโ fare i campi, ma se in quel luogo si possano fare.


