Roma, addio alla funivia della Raggi, parte il progetto del bus super-veloce Casalotti-Battistini

Roma, il rendering del progetto della funivia dell'ex sindaca Raggi

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Roma, la Regione Lazio ha stanziato le risorse per avviare la progettazione del nuovo collegamento bus rapido tra Casalotti e Battistini (Metro A). Parliamo di 400mila euro destinati al Comune di Roma. Lo scopo? Disegnare il tracciato e definire il progetto di fattibilità tecnico-economica. È il passaggio che, nei fatti, mette il sigillo alla scelta politica e tecnica: il futuro non sarà in aria, sulla funivia, ma su strada, con un Bus Rapid Transit pensato per ridurre tempi e incertezze.

La funivia di “epoca Raggi” è archiviata: cambia la strategia

Per anni il collegamento Casalotti-Battistini è stato associato alla funivia, un’idea capace di far discutere più di quanto abbia fatto avanzare i cantieri. Ora quella stagione si chiude ufficialmente. La funivia è stata depennata dai piani operativi e sostituita da una soluzione considerata più realistica e più rapida da mettere a terra. L’obiettivo dichiarato è semplice, almeno sulla carta. Trasformare un collegamento oggi percepito come faticoso e discontinuo in una linea strutturata, riconoscibile e veloce, capace di “portare” la periferia direttamente dentro la rete della metropolitana. La notizia è stata riportata dal quotidiano La Repubblica.

Cos’è il Bus Rapid Transit e perché può cambiare la vita quotidiana

Il BRT non è “un autobus qualunque”: l’idea è quella di un mezzo che viaggia su corsie preferenziali (o comunque protette dove possibile), con fermate studiate per essere efficienti e con frequenze più regolari. In pratica, si punta a un servizio che assomiglia a una metropolitana su gomma: meno interferenze col traffico, tempi di percorrenza più prevedibili, e un collegamento diretto verso lo snodo di Battistini. È proprio la prevedibilità, per pendolari e studenti, a essere la parola chiave: meno attese indefinite, più certezza negli spostamenti.

Non solo Casalotti: il piano guarda oltre e aggancia nuovi poli

Nelle intenzioni dell’assessorato capitolino, il nuovo asse non dovrebbe essere un semplice “corridoio” casa-metro. Il progetto dovrà essere compatibile con le trasformazioni urbanistiche previste nell’area, comprese nuove funzioni e servizi. Patanè, in queste ore, ha indicato un punto preciso: il collegamento dovrà servire anche il nuovo centro sportivo e, più in generale, accompagnare la crescita del quadrante con un trasporto pubblico adeguato. Inoltre, sul tavolo c’è l’ipotesi di spingere la linea oltre Casalotti, estendendo il servizio verso Selva Candida e Palmarola, fino a un possibile aggancio con la linea ferroviaria Roma-Viterbo nella zona di Ipogeo degli Ottavi.

La partita politica dietro il bus veloce (e perché conta per i cittadini)

Il finanziamento nasce da un emendamento di Azione e porta la firma politica di Alessio D’Amato, che rivendica l’intervento come risposta attesa dal territorio. Ma al di là delle dinamiche tra partiti, qui la posta in gioco è pubblica e immediata: un collegamento efficiente significa meno auto in entrata verso la metro, meno ore bruciate nel traffico, più accesso al trasporto su ferro per chi oggi vive ai margini della rete. E significa anche un messaggio alla città: o la periferia viene collegata con soluzioni pratiche, oppure ogni grande annuncio resta un titolo senza seguito.

Cosa succede adesso: la fase decisiva è appena iniziata

I fondi stanziati servono per progettare, e dunque la fase successiva sarà trasformare la carta in tempi, cantieri e scelte definitive sul tracciato. È qui che si misurerà la credibilità dell’operazione: corsie davvero protette o solo “disegnate”, fermate ben collegate o isolate, integrazione con la metro e con le linee esistenti oppure sovrapposizioni inutili. Ma una cosa, oggi, appare chiara: il collegamento Casalotti-Battistini non è più un’idea sospesa. La funivia è diventata passato, e Roma prova a giocarsi una soluzione che — se fatta bene — può diventare un modello per altre periferie.