Roma, affidamento a Atac senza gara: la scelta di Gualtieri finisce sotto la lente dell’Europa

Roma, un bus Atac in giro per Roma

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L’affidamento diretto ad Atac del trasporto pubblico romano, deciso dal Campidoglio di Roberto Gualtieri senza una gara, resta al centro di una battaglia giudiziaria: una sentenza della Corte di giustizia europea conferma che l’Italia può imporre condizioni rigorose a chi sceglie di non rivolgersi al mercato. Il pronunciamento del 9 luglio 2026 riguarda Bolzano, non Roma, ma affronta gli stessi principi contestati dall’Antitrust nella causa contro Roma Capitale. E riporta al centro una domanda: il Comune ha davvero dimostrato la convenienza della propria scelta?

Atac confermata fino al 2027, senza una gara pubblica

Con la delibera numero 136 del 31 ottobre 2024, l’Assemblea capitolina ha affidato ad Atac la gestione di autobus, tram e metropolitane dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027. Nessuna gara pubblica: il Comune ha preferito mantenere il servizio alla propria società, sostenendo che questa soluzione garantisse maggiore coordinamento, continuità e costi inferiori rispetto a un affidamento sul mercato. Una scelta consentita dalla legge, purché accompagnata da motivazioni solide. Ed è proprio qui che sono cominciati i problemi.

L’Antitrust contesta il Campidoglio: mancano garanzie sufficienti

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha impugnato gli atti capitolini, giudicando insufficienti le ragioni addotte per escludere una gara. Nel parere del dicembre 2024 ha evidenziato le difficoltà della precedente gestione Atac, contestando anche la mancanza, nella documentazione esaminata, di un piano industriale capace di affrontare le criticità aziendali. Per l’Antitrust, i miglioramenti prospettati dal Campidoglio non bastavano a giustificare automaticamente un nuovo affidamento. Contestazioni che, tuttavia, non equivalgono a un accertamento definitivo di illegittimità.

La Corte europea chiarisce le regole: la partita giudiziaria continua

La sentenza europea del 9 luglio, relativa alla causa C-856/24 sul trasporto pubblico di Bolzano, chiarisce che gli Stati possono prevedere limiti e condizioni ulteriori per gli affidamenti diretti. Un principio importante anche per Roma. Ma attenzione: il procedimento specifico sull’affidamento Atac è la distinta causa europea C-666/25, avviata su rinvio del TAR Lazio nel 2025. Non risulta ancora una sentenza definitiva su quel ricorso. Il giudice amministrativo dovrà quindi valutare la vicenda alla luce del quadro giuridico applicabile.

Gualtieri davanti alla prova dei fatti: non bastano le promesse

Per Gualtieri, la questione non è soltanto giudiziaria. Il Campidoglio ha scelto di confermare Atac e ha difeso questa decisione richiamando i benefici della gestione pubblica. Ma proprio per questo deve poter dimostrare, numeri alla mano, che gli impegni si traducono in risultati concreti. Autobus regolari, metropolitane affidabili, tempi di attesa ridotti e costi sostenibili: sono questi i parametri che interessano ai cittadini. La sentenza europea non boccia il sindaco, ma lascia aperta la verifica sulla scelta capitolina. E per un’amministrazione che chiede ai romani di utilizzare meno l’automobile, garantire un trasporto pubblico efficiente resta la sfida più importante.