Roma, alcol ai minori e droga smerciata nel locale: licenza sospesa e sigilli, maxi multa da oltre 35mila euro
Nel quadrante romano che si muove tra Cipro, Prati e l’area a ridosso del Vaticano, la linea scelta dalla Questura è quella della tolleranza zero. Il provvedimento scattato nelle ultime ore — sospensione della licenza e sigilli a un locale per 15 giorni — non arriva infatti come un episodio isolato. Ma come il punto di approdo di una strategia più ampia di controllo del territorio. Una strategia che mette al centro la sicurezza urbana, la legalità amministrativa e, soprattutto, la tutela dei più giovani nei luoghi della movida.
I controlli interforze e il quadro emerso
L’operazione è stata coordinata dal dirigente del Commissariato di Ps Borgo e ha coinvolto Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale di Roma Capitale del I Gruppo Prati, Ispettorato del Lavoro e Asl Roma 1. Un dispositivo articolato, costruito per verificare ciò che accade davvero dentro e fuori i pubblici esercizi: licenze, occupazione del suolo pubblico, condizioni igienico-sanitarie, impianti, rumori, sicurezza. Non un semplice controllo di routine, dunque. Ma una verifica mirata in un’area delicata della città, dove la pressione commerciale e i flussi serali impongono una vigilanza costante.
Due locali nel mirino, sanzioni per oltre 35mila euro
Nel corso dell’ultima attività, le verifiche hanno riguardato due locali della zona Cipro. Il bilancio è pesante: gli operatori hanno riscontrato una serie di irregolarità amministrative e strutturali che hanno portato a contestazioni per oltre 35mila euro. Tra le violazioni accertate figurano la somministrazione abusiva, la mancata esposizione dei prezzi, l’occupazione abusiva di suolo pubblico, l’inquinamento acustico e inosservanze sul piano igienico-sanitario. Un insieme di criticità che, letto nel suo complesso, racconta una gestione opaca e poco rispettosa delle regole che disciplinano il commercio in un’area strategica della capitale.
Il dato più allarmante: minori e stupefacenti
A rendere ancora più grave il quadro, però, sono stati gli ulteriori approfondimenti svolti dalla Polizia di Stato su uno dei due esercizi controllati. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, nel locale sarebbe stato somministrato alcol a minorenni. Un elemento che da solo basta a cambiare il peso politico e sociale della vicenda. Durante i controlli, inoltre, sono state rinvenute dosi di hashish e marijuana nella disponibilità di giovanissimi avventori oppure sequestrate a carico di ignoti all’interno della struttura. Per le persone trovate in possesso di sostanze è scattata la segnalazione amministrativa prevista dalla normativa vigente.
Un segnale politico sulla gestione della movida
La decisione della Questura si inserisce in un quadro cittadino sempre più segnato dal confronto sul governo della notte romana. Da una parte ci sono le esigenze del commercio e dell’intrattenimento, dall’altra il diritto dei residenti alla sicurezza, al riposo e al rispetto delle regole. In mezzo resta il tema più delicato: il controllo dei luoghi frequentati da giovanissimi, spesso percepiti come semplici spazi di socialità ma capaci, se lasciati senza argini, di trasformarsi in aree di vulnerabilità. Il caso di Cipro diventa così qualcosa di più di una notizia di cronaca: è il riflesso di una tensione urbana che la politica non può più considerare marginale.
Il provvedimento del Questore e i sigilli all’ingresso
Gli elementi raccolti nel corso del servizio sono confluiti nell’istruttoria della Divisione Amministrativa della Questura di Roma. Al termine degli accertamenti, il Questore ha disposto la sospensione della licenza ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Il provvedimento, notificato dagli agenti del Commissariato Borgo, ha sancito la chiusura del locale per i prossimi 15 giorni, con l’apposizione dei sigilli all’ingresso. Un atto che ha anche un valore simbolico: nel cuore di Roma, in una delle zone più esposte e rappresentative, la legalità non viene affidata agli annunci ma alla continuità dei controlli.