Roma, allarme sicurezza a Boccea-Cornelia: i residenti chiedono la zona rossa, “Siamo prigionieri in casa nostra”
La paura ha cambiato le loro abitudini quotidiane, svuotato le strade dopo una certa ora. A Boccea-Cornelia, quadrante nord ovest di Roma, adesso i cittadini invocano la zona rossa per fermare la microcriminalità.
“Viviamo nel terrore, non siamo più liberi”
“Viviamo nel terrore, questa è la realtà. E non riusciamo più a condurre una vita normale e serena. Voglio fare un appello alle istituzioni perché ormai noi viviamo questa città come se fossimo prigionieri”. Il racconto arriva da una residente di Boccea-Cornelia, una donna che ha sempre vissuto nel quartiere e che ora fatica a riconoscerlo. “Sono sempre vissuta qui in questo quartiere e non lo riconosco più. Non mi sento più sicura, ho paura e devo chiedere a mio marito di permettermi di apprendere la metropolitana perché ci sono stati diversi episodi che mi hanno messo molta paura. Non siamo più liberi, siamo prigionieri in casa nostra. Abbiamo paura di stare in casa, abbiamo paura di uscire”.
Le “sentinelle civiche” e il controllo dal basso
In risposta a un senso di insicurezza diffusa, nel quartiere sono nate le sentinelle civiche: cittadini che, soprattutto la sera, hanno iniziato a presidiare le strade con semplici passeggiate collettive, nel tentativo di scoraggiare furti, aggressioni e spaccio. “Siamo a Largo Boccea, questa è una passeggiata delle sentinelle civiche. È una delle forme di controllo che noi operiamo con i residenti del quartiere. Non è più tollerabile che interi quartieri siano ostaggi di pochi delinquenti”, spiega Daniele Giannini, dirigente regionale della Lega ed ex presidente del Municipio Aurelio-Boccea. “Circonvallazione Cornelia, piazza Giroconsulti, Largo Boccea in questi ultimi anni sono diventate delle zone veramente pericolose e a rischio”.
La paura colpisce soprattutto le famiglie. A raccontarlo un padre, residente in zona, con due figli adolescenti. “La situazione è disperata. Noi tutti in famiglia abbiamo modificato le nostre abitudini di vita. Abbiamo due ragazzi giovani che escono la sera e ogni volta che devono rientrare io mi devo far trovare sotto al portone, oppure li raggiungo dove hanno trovato parcheggio. Soprattutto mia figlia ha visto situazioni poco rassicuranti, con persone che hanno preso il controllo di questa zona e non la vogliono mollare”.
La richiesta: sicurezza e regole chiare
“Il quartiere non può rimanere ostaggio di pochi violenti, di pochi delinquenti che fanno sì che molte persone abbiano paura a uscire ma anche a rientrare, che molte donne abbiano paura a prendere la metro, a tornare a casa negli orari in cui ormai è buio. Questo clima a noi non va bene. Siamo pronti, insieme a tante persone, a dare il nostro contributo, perché pensiamo che questo della sicurezza sia un problema che vada affrontato una volta per tutte e risolto”, prosegue Giannini.
Secondo l’esponente politico, uno dei fattori che ha aggravato la situazione è stata la proliferazione incontrollata dei minimarket, spesso aperti fino a notte fonda, con vendita di alcolici senza limiti di orario. Una combinazione che ha favorito assembramenti notturni, abuso di alcol, spaccio e degrado, penalizzando i residenti e accelerando la chiusura delle botteghe storiche e dell’artigianato di quartiere.
Un problema che riguarda tutta Roma
“In zona Cornelia-Boccea, occorre prestare attenzione per sé e per la propria famiglia e per farlo si adottano vari accorgimenti, come scendere dal bus una fermata prima o una dopo, per evitare di subire molestie che verbali o fisiche, specie rivolte al genere femminile”. Ma il problema, sottolinea l’esponente della Lega, non riguarda solo Boccea-Cornelia. “Ormai è diffuso praticamente in quasi tutta la città. Roma è fuori controllo sul fronte dei minimarket. Ci sono quartieri più colpiti, altri meno. Ma occorre agire in fretta. Le norme ci sono, ma non vengono applicate”.