Roma, allarme smog e ZTL in centro, i cittadini contro il Campidoglio: “Allarmi ingiustificati, valutiamo un esposto”

Roma, foto generata con AI

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Roma, il Comitato firme contro i varchi ZTL in Fascia Verde – “Salviamo Roma” accusa il Campidoglio di alimentare un clima di paura sulla qualità dell’aria e annuncia che sta valutando un esposto in Procura per “procurato allarme sanitario”. A dirlo è il presidente del Comitato, Enrico Ingami, che punta il dito contro annunci e ordinanze legate allo smog: “Non accetteremo più atteggiamenti del genere”, sostiene, promettendo un passaggio “nelle sedi opportune” se la linea dell’amministrazione non cambierà.

Lo scontro parte dagli “allarmi” sullo smog

Nel racconto di Ingami, il nodo è politico prima ancora che tecnico: “Ormai in preda al fobico delirio anti auto”, scrive, il Comune di Roma starebbe “spargendo il panico” tra i romani. Il presidente del Comitato descrive un’escalation di comunicazioni pubbliche che, a suo giudizio, non informano ma inquietano: parole, toni e provvedimenti che richiamano il tema della salute pubblica e che finiscono per trasformare l’inquinamento in una leva emotiva, utile a far passare misure sempre più restrittive.

“Ordinanze mendaci”: l’accusa al Campidoglio e a Patanè

Nel mirino del Comitato finisce anche l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, citato direttamente nel post. Ingami parla di “annunci ed ordinanze mendaci” e di “pseudo previsioni” che verrebbero diffuse alla cittadinanza. Il punto, per il Comitato, non è negare l’esistenza del problema smog, ma contestare l’idea che l’amministrazione descriva scenari peggiori del reale per giustificare scelte già decise: varchi, limitazioni, nuove regole sulla circolazione. “Questo atteggiamento genera paura in alcuni e rabbia in tutti noi”, scrive.

Il richiamo ad ARPA Lazio e al monitoraggio

Per sostenere la sua tesi, Ingami richiama l’attività di ARPA Lazio, l’agenzia regionale che monitora i dati sulla qualità dell’aria. Nel post sostiene che le “previsioni” evocate dal Comune per il 25 febbraio sarebbero poi smentite “nei fatti” dal monitoraggio delle centraline Arpa. È un passaggio chiave della narrazione del Comitato: se la bussola deve essere la misurazione, allora – sostiene Ingami – il dibattito dovrebbe basarsi su numeri chiari, leggibili, messi in fila con continuità, evitando comunicazioni che sembrano costruite per alzare la temperatura politica.

La parola “salute” come linea rossa

Il Comitato considera particolarmente grave l’uso dell’argomento sanitario. Ingami scrive che l’amministrazione arriverebbe “addirittura ad evocare il pericolo per la salute pubblica”, alimentando una “psicosi ad hoc” tra i romani. È qui che la critica diventa un avvertimento: secondo il presidente, quando una comunicazione istituzionale fa scattare l’allarme, deve avere basi solide e un linguaggio responsabile. Altrimenti, il rischio è la sfiducia: cittadini che non capiscono più se un messaggio è prevenzione o propaganda.

L’ipotesi Procura e la prossima mossa

Il Comitato, spiega Ingami, “sta valutando se denunciare il fatto alla Procura della Repubblica per procurato allarme sanitario”. Non è ancora un atto depositato, ma un’ipotesi messa sul tavolo come segnale politico e civico: “Non accetteremo più atteggiamenti del genere”, ribadisce. Il messaggio, in sostanza, è che la battaglia sui varchi ZTL non si giocherà solo nelle piazze o sui social, ma anche sul terreno della trasparenza istituzionale e – se necessario – davanti a un magistrato.

Un conflitto che parla alla città

La vicenda si inserisce in una frattura più ampia: mobilità, qualità dell’aria, diritto a muoversi e percezione di essere ascoltati. Il Comitato prova a intercettare un disagio diffuso, soprattutto tra chi teme che la “cura” della città ricada sempre sugli stessi. Ingami chiude con un hashtag che è anche una posizione: #IONONMIFERMO. Dietro lo slogan c’è la promessa di continuare la mobilitazione contro i varchi e, soprattutto, di alzare il livello dello scontro con l’amministrazione capitolina.