Roma, anche il WWF (dopo Italia Nostra) contro la ristrutturazione degli ex Mercati Generali: “Studentato o albergo?”

Roma, foto non rappresentativa della ristrutturazione degli ex Mercati generali, ma solo indicativa delle doglianze riportate nel comunicato stampa di WWF, foto generata con ausilio di AI

Contenuti dell'articolo

Roma, il cantiere degli ex Mercati Generali, lungo Via Ostiense, torna al centro del dibattito cittadino per un nodo che è insieme urbanistico e ambientale: che cosa sta davvero nascendo nell’area? Il WWF Roma mette in discussione la narrazione ufficiale del Campidoglio, legata alla realizzazione di uno studentato, e lo fa con un titolo che è già un avvertimento: “Si scrive studentato. Ma si legge albergo?”.

“La versione pubblicamente diffusa” e la linea dell’associazione

Nel comunicato, l’associazione ambientalista lega gli interventi in corso a un impatto diretto su un ecosistema che, a suo dire, si è consolidato nel tempo: “Gli interventi agli Ex Mercati Generali di Via Ostiense, che stanno gravemente compromettendo una zona umida di nuova formazione, sono legati alla realizzazione di uno studentato, perlomeno questa è la versione pubblicamente diffusa”. Da qui la tesi centrale: “Si scrive studentato ma crediamo si possa leggere albergo”.

Dodici anni da studentato, poi il cambio di rotta possibile

Il punto più delicato, per il WWF, è la combinazione tra gestione temporale e destinazione d’uso futura. Nel testo si legge che “per dodici anni i nuovi volumi previsti agli Ex Mercati Generali verranno gestiti come studentato, al costo di 550€ a posto letto”, ma con una finestra che renderebbe l’operazione meno “universitaria” di quanto appaia: “nell’arco dell’anno potrà già in parte essere utilizzato a fini turistici”. E soprattutto: “Allo scadere dei dodici anni è prevista la possibilità del cambio di destinazione d’uso”.

Il prezzo, l’accessibilità e l’effetto sulla città universitaria

L’associazione insiste su un’idea precisa di diritto allo studio: “uno studentato che certo non aiuterà nel tempo ragazze e ragazzi che intendano studiare a Roma (salvo che le proprie famiglie possano garantire costi così importanti)”. È un passaggio che sposta la discussione dal rendering alla sociologia urbana: la promessa di posti letto non coincide automaticamente con l’accesso, soprattutto se la fascia di prezzo resta fuori scala rispetto alla domanda studentesca medio-bassa.

“Sottovaso” o ecosistema: la frattura sulla zona umida

Il secondo fronte è ambientale. Secondo il WWF, negare la natura dell’area umida serve a depotenziare le obiezioni: “Forse è questa la ragione per la quale, anche davanti all’evidenza, si nega l’esistenza… di una zona umida di nuova formazione”. La replica alle definizioni minimizzanti è netta: “l’ecosistema venutosi a creare è caratterizzato da flora e fauna che non sono certamente quelle che troveremmo in una effimera pozza d’acqua piovana”. E ancora: “per l’Amministrazione comunale, stiamo parlando solo di un ‘enorme sottovaso’”.

Monitoraggi, clima e “valore territoriale” della natura spontanea

Il comunicato chiude rivendicando un lavoro di osservazione continuativo: il WWF “sta monitorando da anni quell’area proprio per il suo interesse ambientale e per l’indubbio valore che assume per quel territorio al tempo dei cambiamenti climatici”. Un argomento che oggi pesa più di ieri: la natura di risulta, nei vuoti urbani, spesso diventa infrastruttura ecologica non pianificata. E proprio per questo, quando arriva il cantiere, la domanda non è solo “cosa costruiamo”, ma anche “che cosa cancelliamo”.

Cosa ha raccontato “Il Nuovo 7 Colli” negli ultimi mesi

Negli ultimi mesi, Il Nuovo 7 Colli ha seguito la vicenda con più approfondimenti, concentrandosi su tre snodi: l’aumento dei volumi edificati, l’ambiguità tra funzione studentesca e ricettiva, e la richiesta di Italia Nostra rivedere gli atti amministrativi. In particolare, la nostra testata ha evidenziato la clausola che consentirebbe l’uso non universitario per una parte dell’anno (ipotesi “B&B” per due mesi) e la cornice di “nuovo cemento” associata al progetto. Ha inoltre riportato la pressione di associazioni come Italia Nostra e l’avvio di tavoli di confronto in Campidoglio.

I nodi

Nel racconto di questi mesi, stampa e cittadini hanno insistito su alcuni punti-chiave: la doppia vocazione del progetto agli Ex Mercati Generali, con la possibilità che i posti letto “per studenti” siano utilizzabili anche per finalità extra-universitarie (in particolare per almeno due mesi l’anno, con inevitabili ricadute sul mercato turistico); il tema della convenzione e delle sue garanzie nel tempo; e infine la richiesta di revoca avanzata da Italia Nostra, a cui il Campidoglio ha risposto aprendo tavoli di confronto, giudicati però non risolutivi se non accompagnati da atti conseguenti.