Roma, arrestato al Tufello il nonno della droga: era ricercato dal 2006
È bastato un passo incerto all’uscita di una palazzina del Tufello per mettere fine a una latitanza che sembrava interminabile. Il “nonno della droga”, ricercato dal 2006 per traffico internazionale di stupefacenti, è stato fermato dagli agenti del III Distretto Fidene-Serpentara, che lo hanno intercettato dopo un appostamento silenzioso in una delle zone più complesse della periferia romana. Nessun gesto plateale, niente corse: appena riconosciuto, il sessantaquattrenne è stato bloccato senza neppure la possibilità di provare a scappare.
L’uomo, già arrestato in Perù nel 2024, aveva continuato a muoversi tra Sud America e Italia seguendo gli stessi canali utilizzati per anni per far arrivare droga sulla piazza romana. Nonostante la latitanza, gli investigatori ritengono che fosse rimasto al centro di una rete di corrieri e intermediari che negli anni aveva alimentato un traffico costante verso la Capitale. Una sorta di regia occulta, nascosta dietro la distanza geografica e una capacità di mantenersi invisibile che lo aveva trasformato in una figura quasi leggendaria del narcotraffico locale.
Un’operazione chirurgica nel cuore del Tufello
Il suo rifugio, individuato in una palazzina del quartiere noto per l’omertà verso le forze dell’ordine, sembrava offrirgli l’ennesimo riparo. In realtà, proprio quell’atteggiamento guardingo con cui si affacciava sull’uscio ha tradito la sua certezza di essere al sicuro. Gli agenti lo hanno seguito per giorni, fino al momento in cui è uscito dall’edificio convinto di non avere occhi addosso. E invece la pazienza investigativa aveva già scritto la parola fine.
A carico del sessantenne era pendente l’ordine di esecuzione pena disposto dal Tribunale di Roma, relativo alla condanna definitiva che lo attendeva da anni. Dopo le verifiche di rito, l’uomo è stato portato nel carcere di Rebibbia, dove dovrà scontare 14 anni, 9 mesi e 28 giorni. Numeri che sintetizzano un’intera carriera criminale e che chiudono un capitolo iniziato quasi vent’anni fa.
La sua cattura, spiegano fonti investigative, non è soltanto il finale di una latitanza complessa: rappresenta anche un colpo significativo alle reti che, nel tempo, avevano reso stabile e redditizia la distribuzione di droga destinata alla città. L’arresto del “nonno della droga” non spegne certo il mercato, ma indebolisce uno dei tasselli più duraturi del mosaico criminale che opera da decenni nelle periferie romane.