Roma, baci, abbracci e… cocaina durante il colloquio in carcere: nasconde la droga nella scarpa, coppia beccata durante lo scambio
È andata a trovare il compagno in carcere, a Roma, a Regina Coeli. E lì, tra occhi che si incrociano e mani che si stringono, ecco anche una scarpa che si toglie, come a far prendere aria a un piede, visto che il resto del corpo non può, intrappolato com’è dalla condanna inflitta dal giudice. Ma gli “intrecci amorosi” tra i due, una 53enne romana e il suo compagno, non erano solo effusioni romantiche. Secondo la Polizia penitenziaria, le mani non si cercano soltanto: si scambiano qualcosa.
Lo scambio di droga durante il colloquio
La donna, incensurata, oltre a portargli sostegno, era infatti andata a portare anche due dosi di cocaina purissima al suo compagno. Che aveva pensato di nasconderne una dentro la scarpa, l’altra dentro la tasca dei pantaloni. Ma gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti e hanno colto entrambi in flagrante. E da lì è partita l’accusa nei confronti della donna. Il Pubblico Ministero, vista l’aggravante della cessione in carcere, aveva puntato al massimo richiesto dall’impianto accusatorio: tre anni di reclusione e una multa.
Ma la difesa, guidata dall’avvocato Antonio Castorina, punta addirittura all’assoluzione. Alla fine, tutti contenti o quasi. Pena sospesa, confisca e via, tutti a casa. Per la 53enne, invece dei tre anni, nei giorni scorsi la giudice Tiziana Coccoluto fa i suoi conti: ritiene congrua una pena-base di 1 anno di reclusione e 1.200 euro di multa. Poi applica la riduzione dovuta al rito abbreviato e arriva alla condanna finale: 8 mesi di reclusione e 800 euro di multa, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante e la concessione della sospensione condizionale della pena. In pratica, per un fatto riconosciuto penalmente rilevante, il carcere resta sullo sfondo, mentre al centro restano la fedina penale pulita dell’imputata e il carattere “isolato” dell’episodio.