Roma, banda della minicar, sotto la lente le immagini di 40 telecamere: oggi vertice interforze in Procura


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Roma, la caccia alla banda della minicar che ha seminato il terrore a Roma, tra Monteverde e Testaccio, passa adesso attraverso le immagini di 40 telecamere di videosorveglianza: gli investigatori cercano una targa leggibile per identificare il veicolo e risalire ai responsabili delle aggressioni. Sette le vittime segnalate, tra cui l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Camillo.

Quaranta telecamere per ricostruire la fuga

Le indagini si concentrano sulle registrazioni raccolte nelle strade attraversate dalla minicar nera tra il 4 e il 5 ottobre. Gli investigatori stanno ricostruendo gli spostamenti del mezzo, alla ricerca di immagini sufficientemente nitide per riconoscere la targa, che durante gli agguati sarebbe stata oscurata. Secondo quanto riferito da Repubblica, gli specialisti stanno esaminando anche filmati precedenti e successivi alle aggressioni, utilizzando strumenti per migliorare la visibilità dei dettagli.

La minicar rubata e la denuncia dell’avvocato

Un altro elemento potrebbe rivelarsi decisivo. Un avvocato romano ha denunciato il furto di una minicar nera dello stesso modello descritto dai testimoni. Il veicolo sarebbe stato utilizzato anche dai figli del professionista. Gli investigatori stanno verificando tempi e circostanze della scomparsa, confrontando le informazioni disponibili con le immagini delle telecamere. Non è ancora accertato che l’auto denunciata come rubata sia quella utilizzata nelle aggressioni. È proprio questo uno dei punti da chiarire.

Un cappello potrebbe fornire nuovi indizi

C’è poi un oggetto finito agli atti dell’inchiesta: un cappello che uno degli aggressori avrebbe perso durante un episodio avvenuto su ponte Testaccio. Il reperto potrebbe essere sottoposto ad accertamenti utili alle indagini. Intanto gli investigatori stanno incrociando testimonianze e descrizioni dei responsabili. Resta da verificare anche l’ipotesi che gli autori conoscano bene Monteverde e le strade circostanti, dove si sono concentrate le aggressioni.

Davide Iacopini ancora grave, l’inchiesta per tentato omicidio

Le conseguenze più drammatiche riguardano Davide Iacopini, 42 anni, colpito mentre si trovava su un monopattino in via Anton Giulio Barrili, a Monteverde Vecchio. L’attore ha riportato un grave trauma cranico ed è stato sottoposto a interventi chirurgici. La prognosi resta riservata. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, procede per tentato omicidio. Non si tratta, dunque, di semplici bravate, ma di episodi sui quali la magistratura sta svolgendo accertamenti per un reato gravissimo.

La prova decisiva è ancora da trovare

Oggi 12 ottobre è previsto un nuovo confronto in Procura sugli elementi raccolti. Il nodo resta l’identificazione certa del mezzo e delle persone che si trovavano a bordo. Una targa leggibile potrebbe consentire di verificare la pista dell’auto rubata, mentre gli eventuali accertamenti sul cappello potrebbero aggiungere ulteriori elementi. Nessuna di queste verifiche equivale, da sola, all’individuazione dei colpevoli. Ma tra filmati, testimonianze e reperti, l’inchiesta punta ora a trasformare i sospetti in prove.