Roma, bando flop per i Mercati Rionali: senza direttore mentre il Campidoglio avvia mutui, cantieri, project financing e ZTL
Roma, la Giunta Gualtieri scommette sui mercati rionali come “cura” per far rinascere i quartieri, ma resta senza la figura che dovrebbe guidare l’intera partita: difatti il bando per trovare il direttore dell’Ufficio di Scopo dei Mercati Rionali capitolini avviato mesi fa è finita nel nulla, almeno per il momento, e la cabina di regia rimane vuota, proprio mentre partono cantieri, mutui e promesse varie in varie zone della Capitale.
Il bando deserto e la regia che manca
L’idea, sulla carta, sembrava perfetta: creare un ufficio “speciale” dentro il Campidoglio per coordinare i mercati rionali, renderli più moderni, più attrattivi, più “di prossimità”. Una mossa presentata come svolta politica, dopo anni di “Abbandono”, così hanno sostenuto il sindaco Gualtieri e l’assessore al Commercio, Monica Lucarelli, a mezzo stampa. Peccato che la svolta si sia fermata sulla porta: l’avviso per reclutare il direttore non produce un nome e l’ufficio resta senza timoniere mentre la macchina si mette in moto.
Colli Albani: 11 mesi di cantiere e un mutuo da digerire
E qui arrivano i fatti: il restyling del Mercato Appio III ai Colli Albani si traduce in mesi di lavori e restrizioni, con una finestra molto chiara: dal 5 febbraio 2026 al 31 dicembre 2026. La cifra che gira—circa 3,5 milioni— come da noi raccontato in un recente articolo) ha un dettaglio politicamente esplosivo: è finanziata a debito. In pratica, disagi subito e rata per anni, mentre la “regia” cittadina dei mercati resta senza direttore.
Piazza Alessandria: mercato “a debito”, strade a 30 e nervi scoperti
Stesso copione al Mercato Nomentano, nel quadrante di Piazza Alessandria: intervento da circa 1,25 milioni, con una quota rilevante coperta da mutuo. E attorno, la partita politica della “città lenta”: Zona 30, marciapiedi, attraversamenti, ridisegno urbano. Solo che il tema non è molto leggero, dal punto fdi vista politico: a gennaio 2026 il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento “Bologna Città 30”, aprendo un fronte nazionale tra sicurezza, propaganda e tenuta giuridica delle ordinanze “generaliste”. A Roma, questa bandiera rischia di diventare bersaglio.
Eur-Laurentino: la toppa privata e la città a pezzi
Nel frattempo, il Campidoglio e il Municipio IX per il mercato dell’Eur-Laurentino hanno parlato persino di ristrutturazioni con capitali privati (project financing) per quattro mercati plateatici: un altro modello ancora, un’altra filiera decisionale, un’altra storia di “si farà”. Tradotto: finanziamenti diversi, tempi diversi, regole diverse. Senza una direzione forte, il rischio è quello classico romano: una città a isole, dove ogni municipio inventa la sua soluzione e il Campidoglio si limita a tagliare nastri quando va bene.
Ostiense: gli ex Mercati Generali, il boomerang più grande
E poi c’è la grana che pesa come un macigno: gli ex Mercati Generali su Via Ostiense. Qui non parliamo di un mercato di quartiere, ma di una maxi-trasformazione contestata: Italia Nostra chiede la revoca della convenzione e denuncia la liturgia dei tavoli “tanto per”, mentre WWF Italia mette nel mirino la narrazione dello studentato e teme un esito più “turistico-ricettivo”, con in mezzo anche lo scontro sulla zona umida e sul verde cancellato. Sullo sfondo, la politica capitolina prova a tenere insieme sviluppo, consenso e opposizioni civiche.
Morale politica: se i mercati rionali dovevano essere il “volano” del mandato verso le comunali del 2027, partire senza direttore è il modo più rapido per trasformare una promessa di quartiere in un boomerang di città. E a Roma, quando la regia manca, il finale lo scrive sempre il cantiere: con tempi lunghi, nervi corti e memoria elettorale lunghissima.