Roma, bando per il servizio 060606, il Campidoglio frena all’ultimo minuto, i sindacati: “Salari al ribasso”
A Roma succede anche questo: il Campidoglio è stato costretto a tirare il freno sul bando legato a ChiamaRoma 060606, il numero che per migliaia di cittadini è la scorciatoia quotidiana tra disservizi, informazioni e richieste urgenti. La sospensione arriva dopo una diffida formale dei sindacati del settore, che hanno puntato il dito contro un’impostazione giudicata pericolosa: troppi spiragli per abbassare tutele e compensi. Un passo indietro che sa di emergenza politica, più che di ordinaria amministrazione.
Il “monumento invisibile” della Capitale: quando la voce di Roma vacilla
Non è un monumento di marmo, ma per molti è un simbolo: 060606 è il contatto diretto con Roma Capitale, attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, e in grado di rispondere anche in più lingue.
È il numero che ti orienta quando la città ti respinge: traffico, tributi, servizi, appuntamenti, segnalazioni. In una metropoli dove spesso “sapere a chi rivolgersi” è già metà della soluzione, bloccare il percorso di affidamento del servizio significa aprire una crepa nel rapporto fra istituzioni e cittadini.
La miccia: l’accusa di una gara “al ribasso” che riscrive i diritti
Il punto, però, non è solo organizzativo. È politico. I sindacati parlano di un rischio preciso: dumping salariale, cioè la tentazione di far concorrenza tagliando stipendi e garanzie, trasformando un servizio pubblico essenziale in una corsa al massimo ribasso.
In questa storia c’è una domanda che pesa più di tutte: davvero la Capitale può permettersi di “risparmiare” proprio sulla qualità del lavoro e sulla dignità di chi risponde ai cittadini, spesso sotto pressione e con carichi enormi?
Territorio svuotato: lo spettro della delocalizzazione e degli esuberi
E poi c’è l’altra ombra, ancora più destabilizzante: la paura che il lavoro possa essere spostato altrove, lontano da Roma, con il risultato di lasciare sul terreno esuberi e fratture sociali. È un tema che in città brucia: perché non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma l’idea stessa di amministrazione. Se la “voce” del Comune non è più radicata nel territorio, cosa resta del patto tra Palazzo e periferie? Anche su questo, la denuncia sindacale è stata netta.
Il conto politico: dopo lo stop, ora Roma pretende risposte
La sospensione del bando non chiude la partita: la apre. E la apre nel modo peggiore, perché lascia nell’aria un sospetto che Roma conosce fin troppo bene: decisioni costruite in fretta, poi corrette sotto pressione. Riccardo Saccone (Slc Cgil) rivendica la frenata come una vittoria a tutela del contratto delle telecomunicazioni e come un argine contro la deriva “low cost”.
Ora però la domanda è tutta per il Campidoglio: quale modello di servizio vuole per il numero che, ogni giorno, rappresenta la porta d’ingresso alla città più osservata del Paese?