Roma, blitz al mercato di Monte Mario: sequestrati oltre 110 chili di carne e pesce

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Pesce senza tracciabilità e molluschi conservati in modo non conforme. Carne conservata in condizioni irregolari. Uova tenute in frigorifero senza il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa. E oltre cento chili di alimenti finiti sotto sequestro o destinati alla distruzione. È il bilancio del nuovo blitz scattato al Mercato di Monte Mario, dove Polizia di Stato, Capitaneria di Porto e personale della Asl Roma 1 hanno passato al setaccio banchi e attività commerciali nell’ambito di una serie di controlli finalizzati alla tutela dei consumatori e della salute pubblica.

Alla fine delle verifiche sono scattate sanzioni per oltre 9.000 euro e il sequestro di più di 110 chili di prodotti alimentari ritenuti non conformi.

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Pesce senza tracciabilità e molluschi conservati senza le attrezzature previste

I controlli hanno riguardato soprattutto le attività del settore ittico e della vendita di carne, dove gli accertamenti hanno fatto emergere numerose irregolarità legate alla tracciabilità degli alimenti, alle modalità di conservazione e alle condizioni igienico-sanitarie. E uno dei controlli dove sono emerse le maggiori criticità è stato effettuato in una pescheria all’interno dell’area mercatale. Gli agenti hanno riscontrato diverse irregolarità legate alla tracciabilità degli alimenti, elemento fondamentale per ricostruire l’intera filiera di un prodotto e garantirne la sicurezza.

Durante le verifiche sono stati trovati prodotti ittici privi della documentazione obbligatoria che ne attestasse provenienza e percorso commerciale e altri conservati in condizioni non conformi alle norme del settore. Tra le irregolarità contestate figurano anche alimenti mantenuti in acqua a temperatura ambiente e carenze strutturali importanti. In particolare è stata accertata l’assenza di specifiche attrezzature frigorifere per la conservazione dei molluschi vivi e la mancanza di adeguati lavamani con acqua corrente. Al termine delle verifiche sono stati sequestrati 57 chili di prodotti ittici ritenuti non idonei alla vendita e privi di tracciabilità. Altri 5 chili di pesce sono stati invece distrutti volontariamente dal titolare dell’attività.

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Carne fresca da distruggere e stop alle preparazioni

Controlli approfonditi anche in una macelleria del mercato. Qui gli ispettori hanno rilevato diverse violazioni che hanno riguardato sia gli aspetti igienico-sanitari sia quelli strutturali. Tra le criticità contestate è emersa anche l’assenza di un laboratorio adeguato per la preparazione delle carni fresche. Oltre alle sanzioni amministrative, il titolare ha dovuto procedere alla distruzione volontaria di circa 50 chili di carne fresca. Per l’attività è inoltre scattata la cessazione definitiva della preparazione di prodotti a base di carne pronti da cuocere.

I controlli si sono estesi anche a una macelleria araba in via Pietro Bembo, già destinataria di prescrizioni da parte della Asl Roma 1 nei mesi scorsi. Secondo quanto accertato durante il sopralluogo, le indicazioni impartite in precedenza non erano state rispettate. Gli agenti hanno rilevato nuove carenze igienico-sanitarie e violazioni legate all’etichettatura delle carni bovine.

In particolare mancavano le informazioni obbligatorie sulla provenienza della carne, compresi i dati relativi ai Paesi di nascita, allevamento, macellazione e sezionamento degli animali. Durante il controllo sono stati inoltre trovati 5 chili di carne conservata in modo non corretto all’interno di un congelatore, senza alcuna documentazione che ne attestasse l’origine. Nello stesso locale sono state rinvenute anche uova conservate impropriamente all’interno di un frigorifero. Le irregolarità accertate hanno portato a ulteriori 6.000 euro di sanzioni amministrative, alla distruzione degli alimenti mal conservati e al blocco di diversi prodotti non deperibili che riportavano etichette esclusivamente in lingua araba.

Identificate 29 persone

Nel corso dell’operazione gli agenti hanno identificato complessivamente 29 persone. L’intervento rientra nel piano di controlli disposto dalla Questura di Roma per verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare, tutela dei consumatori e regolarità delle attività commerciali presenti sul territorio.