Roma, blitz al Quarticciolo: da chi spaccia per curare la madre malata a chi mangia grazie ai carabinieri, le storie dietro gli arresti
Gli hanno dato un pasto doppio, perché l’ultima volta che aveva mangiato era stata quando era stato arrestato, due giorni fa. E ora, di nuovo in manette, non gli è sembrato vero di poter assaporare qualcosa di caldo. Lui è un 27enne gambiano, liberato dopo un processo per direttissima. A cibarlo i Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina, che ieri lo hanno arrestato durante un blitz al Quarticciolo.
Spacciatore per pagare le medicine alla madre malata
Ma la storia del 27enne non è certo l’unica raccolta dai carabinieri, che ieri hanno lavorato fianco a fianco con i paracadutisti del 1° Reggimento “Tuscania”. C’è anche quella di una 29enne italiana, diventata spacciatrice perché, da “semplice” tossicodipendente, aveva terminato i soldi per acquistare le dosi. Ma non riusciva più a farne a meno. E da lì, senza aiuto, non se ne esce. E se le compagnie sono quelle sbagliate, ecco che si passa dall’altra parte della barricata. “Sono stata convinta a spacciare per ripagare la dose che avevo acquistato”.
Ma peggiore è il racconto di un 19enne tunisino, che ha dichiarato di spacciare per mantenere la madre, gravemente malata in Tunisia. Tutte storie che non giustificano lo spaccio, ma danno un volto e un’umanità al degrado.
L’operazione al Quarticciolo
Il controllo straordinario del territorio è scattato all’alba e si è protratto per tutta la giornata. In campo i Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina, supportati dai militari del Tuscania, in un’azione coordinata e mirata contro lo spaccio di droga. L’intervento rientra nelle strategie condivise con la Procura della Repubblica di Roma e nelle linee indicate dal Prefetto Lamberto Giannini per il ripristino della sicurezza urbana nelle periferie. I militari hanno chiuso a tenaglia i principali accessi alle piazze di spaccio, impedendo vie di fuga e rifornimenti.
Alla fine ci sono stati 17 arresti in flagranza per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, a cui si aggiunge un altro soggetto già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati analoghi. In manette 3 italiani e 14 stranieri, tutti con precedenti, provenienti in prevalenza dall’area centro e nord-africana. Sequestrate oltre 500 dosi di cocaina e crack, trovate addosso agli indagati, recuperate dopo i tentativi di disfarsene durante la fuga o scovate nei nascondigli improvvisati tra i lotti condominiali. Recuperata anche una pistola scacciacani e un coltello a serramanico, ulteriore conferma del livello di pericolosità dell’area.
Clienti in fila e pusher spariti: lo spaccio va in tilt
I carabinieri raccontano una raccontano una scena che vale più di qualsiasi dato: file di acquirenti, anche una ventina di persone in attesa, senza nessuno a cui rivolgersi. I pusher non ci sono. Quasi tutti sono stati arrestati. Un’immagine rara al Quarticciolo, dove il traffico di droga è spesso continuo e organizzato. Cinque degli arrestati hanno provato a scappare a piedi, ma sono stati bloccati dopo brevi inseguimenti, svolti in condizioni di sicurezza grazie anche all’intervento rapido dei militari del Tuscania.
Al Quarticciolo, almeno per ora, lo spaccio ha dovuto fare un passo indietro. E non è poco.