Roma, borseggiatore sceglie la vittima sbagliata: deruba vigile in borghese, inseguimento per le strade dell’Esquilino
Ha scelto la vittima sbagliata. Ha infilato le mani in tasca di un uomo e gli ha sottratto il telefono. Ma non ha messo in conto che lui non era un residente o un turista qualsiasi, ma un agente della polizia locale di Roma Capitale, in servizio in borghese all’Esquilino per un controllo del territorio in una zona diventata ormai ad alto rischio. “Lui”, la vittima, è Marco Milani, sindacalista dei caschi bianchi, segretario romano del SULPL.
Il tentativo di rapina in via Principe Eugenio
È il pomeriggio del 14 gennaio quando un 38enne senegalese tenta l’ennesima rapina in via Principe Eugenio, nel cuore dell’Esquilino. Il gesto è rapido, studiato, quasi automatico. Il telefono sparisce dalla tasca. Peccato che quell’uomo non fosse una preda qualsiasi. Chi si ritrova nel mirino è un istruttore coordinatore della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnato in un servizio mirato di prevenzione del degrado e dei reati nella zona rossa Termini-Esquilino.
Nonostante l’ironia amara della situazione – l’agente era uno di quelli che lo aveva già identificato in passato – il rapinatore non si ferma. Anzi insiste. Tenta di mettere le mani anche sul portafogli. Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe stato in crisi di astinenza da crack. La tensione sale e l’agente è costretto a usare lo spray al peperoncino di ordinanza per difendersi dall’aggressione.
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La fuga, l’inseguimento e il fermo
Ne nasce un inseguimento durato oltre 15 minuti, tra le strade dell’Esquilino, con il coinvolgimento degli equipaggi dei gruppi S.P.E. e G.S.S.U. presenti sul territorio. “Ho iniziato a inseguirlo, ma a un certo punto mi è venuto il fiatone. Purtroppo non ho più l’età per certe distanze da fare a velocità così sostenute”, scherza Milani.
Il rapinatore riesce inizialmente a far perdere le proprie tracce nei pressi di viale Manzoni. La fuga dura poco. Questa mattina gli uomini del Gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale lo individuano di nuovo, mentre si aggira in via Principe Amedeo, davanti all’ingresso del mercato Esquilino, a caccia di nuove vittime. Per D.A., già identificato, destinatario di un ordine di allontanamento e con numerosi precedenti penali per rapina, spaccio e resistenza, si aprono le porte del carcere di Regina Coeli.
La denuncia del sindacato e l’allarme sicurezza
Sull’episodio interviene Paolo Emilio Nasponi, segretario romano dell’UGL Polizia Locale, che punta il dito sulla situazione nei grandi snodi urbani: “Il vissuto criminale e le modalità aggressive delle persone che si aggirano a Termini e, più in generale, nei nodi ferroviari delle grandi città italiane dimostrano la criticità del tema sicurezza. Governo e sindaci riconoscano le Polizie Locali come vere forze di polizia ad ordinamento locale, dotandole di strumenti, formazione e tutele adeguate per difendere i cittadini”.
A raccontare cosa è successo è anche lo stesso Marco Milani. “Mi avevi sfilato il telefono dalla tasca e quando me ne sono accorto hai provato persino a fare il prepotente, pensando di derubarmi anche del resto. Mi hai fatto sentire “vecchio”. Poco importa se sei dovuto fuggire correndo, senza telefono, per oltre un quarto d’ora tra le strade dell’Esquilino con la faccia piena di gas al peperoncino. Per un momento mi hai fatto sentire una preda. Ma tra le tante prede ti eri scelto quella sbagliata. Se l’altro ieri ne avevi avuto il sentore, oggi ne hai avuto la certezza. Un grazie ai colleghi dello S.P.E.”.