Roma, botte e minacce alla moglie con un coltello davanti ai figli piccoli: arrestato 36enne
Botte, minacce e insulti alla moglie, anche davanti ai figli di 2 e 5 anni. Una spirale di violenza terminata la sera dell’8 gennaio, quando, verso le 20:00, è arrivata una telefonata al NUE 112, che chiedeva l’intervento degli agenti. “Correte, il mio vicino ha di nuovo picchiato e minacciato la moglie”. È successo a Roma, in via Guido Castelnuovo, in zona Marconi. L’uomo ha impugnato un coltello da cucina e la moglie ha davvero pensato che non ne sarebbe uscita viva. Ma stavolta, per fortuna, è finita con l’arresto del marito violento.
La fuga, il ritorno e l’arresto
Il marito, 36 anni, avrebbe più volte picchiato la moglie, 37 anni, anche mentre teneva in braccio uno dei figli. Scene che si ripetevano, sempre uguali, sempre più gravi. I bambini presenti, costretti a vedere, a sentire, a crescere dentro quella paura. Fino a l’altro ieri sera, quando l’uomo, senza un valido motivo, ha iniziato a minacciare di morte la moglie, davanti ai bambini, con un coltello. Lei riesce a scappare e a rifugiarsi con i figli a casa della vicina, mentre il marito esce di casa. Ed è la vicina a chiamare la polizia, facendo accorrere sul posto diverse volanti.
Quando arrivano le volanti, la moglie è ancora sotto shock. «Aveva un coltello, pensavo mi uccidesse», racconta agli agenti.
Droga in casa e figli esposti al pericolo
La 37enne si confida con i poliziotti. L’uomo sarebbe dipendente dalla cocaina, senza mai aver accettato un percorso di cura. In casa, secondo quanto riferito dalla donna, teneva un cofanetto con la droga, una lametta per tagliarla e una cannuccia per assumerla. Un pericolo per i bambini, visto che era sempre a portata di mano. La moglie racconta agli agenti di aver più volte strappato quella scatoletta dalle manine dei figli, arrivati a trovarla in salotto.
Nel frattempo il 36enne torna. E gli agenti lo arrestano. Quando i poliziotti parlano con l’uomo, lui appare alterato, ma prova a ridimensionare tutto. Dice che la moglie “non ha nemmeno un graffio”, che non le ha fatto nulla. Ma lei non regge più. Chiede solo una cosa: protezione. Non vuole tornare a casa. Non vuole più vivere con lui. Sa che è pericoloso.
I precedenti
E la pericolosità dell’uomo è confermata dai precedenti. Dalle verifiche effettuate dagli agenti emerge che il 36enne ha già picchiato la moglie più volte in passato. Risultano infatti diversi interventi per maltrattamenti in famiglia, sempre per difendere la 37enne dalla furia dell’uomo. Un anno fa, un pestaggio seguito dalla fuga del marito per ore. Altri interventi, altre chiamate. Ma mai una denuncia, fino a oggi. La paura era più forte di tutto. Paura di restare sola, di non riuscire a crescere due bambini così piccoli.
Portata in un ufficio di polizia, la donna trova finalmente il coraggio di parlare. Racconta anni di violenze, di minacce, di terrore quotidiano. Spiega perché non aveva mai denunciato prima. «Avevo paura. I miei figli sono piccoli. Non sapevo come fare». Spiega la violenza legata al consumo quotidiano di cocaina. «Se non la trova diventa aggressivo. Se la trova, diventa comunque violento. Non ha mai voluto smettere». Una spirale senza uscita.
L’arresto e il carcere
L’uomo, una volta tornato a casa, è stato arrestato. Il magistrato di turno dispone il trasferimento nel carcere di Regina Coeli. Le accuse sono maltrattamenti in famiglia e minacce. Per la donna e per i suoi figli inizia adesso un altro percorso. Non semplice, non immediato. Ma finalmente lontano da quella casa.