Roma-Cagliari 2 a 0: doppietta, Olimpico in delirio e aggancio Champions: i giallorossi risorgono


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La Roma batte il Cagliari 2-0 e lo fa con la firma più pesante: Donyell Malen. Un gol per tempo, una prestazione di controllo (e a tratti di dominio) e soprattutto la sensazione che, dopo settimane di montagne russe, all’Olimpico si sia rimessa a posto la bussola. Il pubblico lo capisce presto: ritmo alto, pressione, ricerca continua della profondità. E quando la Roma accelera davvero, il Cagliari può solo resistere.

Il primo squillo: imbucata e tocco sotto

L’avvio è un assedio giallorosso: Soulé mette paura già nei primi minuti, Caprile deve stare sveglio e il Cagliari si schiaccia. Il vantaggio arriva al 25’: Gianluca Mancini legge lo spazio e verticalizza, Malen scappa e “accarezza” sotto la palla per l’1-0. È il gol che premia la continuità dell’attacco e punisce una linea difensiva troppo bassa e poco aggressiva.

Il raddoppio che chiude i conti

Nella ripresa la Roma abbassa i giri solo per scegliere meglio i tempi. Poi al 65’ piazza la mazzata: Zeki Çelik penetra e mette un rasoterra teso, Malen attacca il primo palo e in scivolata fa 2-0. È l’azione “da manuale” per cattiveria e sincronismo: cross basso, movimento giusto, conclusione semplice e letale. Da lì, gestione e testa alla classifica.

Cagliari vivo solo a fiammate

Il Cagliari non crolla, ma fatica a risalire il campo con continuità. Le occasioni vere arrivano a strappi: la traversa scheggiata da Sulemana è il brivido più forte, poi una punizione di Gaetano deviata che esce di un soffio. Per il resto, tanta partita “di sacrificio” e la sensazione di non riuscire mai a cambiare inerzia. La Roma, invece, concede poco e quando serve si affida alla sicurezza di Mile Svilar.

Le mosse e la lettura tattica

Il copione è chiaro: Roma larga sugli esterni, uomini tra le linee e continue imbucate. L’ingresso di Zaragoza dà gamba e conduzione, mentre il Cagliari prova a sporcare la partita con cambi e fisicità (Pavoletti su tutti). Ma la differenza sta nell’intensità: la Roma recupera alto, costringe l’avversario a giocare “spalle alla porta” e si prende seconde palle e territorio. Una vittoria più “da squadra” che da fiammata.

Emergenza e gestione: il peso dell’infermeria

Il successo arriva dentro una cornice complicata: Gian Piero Gasperini (allenatore) convive con assenze pesanti e con una rosa costretta spesso agli straordinari. Tra infortuni e acciacchi, la Roma sta imparando a sopravvivere anche cambiando pelle: meno estetica, più sostanza, più attenzione ai dettagli. In questo senso la partita col Cagliari è un segnale: vincere “pulito” quando serve, senza concedere regali.

Classifica aggiornata: aggancio alla Juve e corsa Champions accesa

E qui arriva la parte che fa rumore: con questi tre punti la Roma sale a 46 e aggancia la Juventus al 4° posto (almeno a livello di punti), alle spalle di Inter (58), Milan (50) e Napoli (49). Dietro, Como (41) e Atalanta (39) restano in scia: margine piccolo, pressione enorme. In una giornata che ha visto anche il successo del Napoli a Genova e il pari Juve-Lazio, la Roma non poteva permettersi passi falsi.

E la Lazio? Derby di città, derby di prospettive

Il confronto, oggi, dice che la Roma corre per la Champions mentre la Lazio è più staccata: 33 punti e 8° posto, in mezzo al gruppo che lotta per Europa/Conference. I biancocelesti però hanno dato una mano indiretta proprio alla Roma: il 2-2 con la Juventus ha tenuto aperta la porta dell’aggancio, poi spalancata dalla doppietta di Malen. Morale: in città il termometro cambia in fretta, ma stasera la Roma può guardare dall’alto e dire che, almeno per una notte, l’Olimpico è tornato “suo”.